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Neoprimitivi “Il sangue è pronto”

Disco che parla di domani usando materiali antichi

Il 4 febbraio su 42 Records è uscito “Il sangue è pronto” dei Neoprimitivi, il cui nucleo nasce dalla sonorizzazione dal vivo di “Riti, magie nere e segrete orge nel Trecento” di Renato Polselli, durante la residenza al Trenta Formiche di Roma nel 2025. Da lì il materiale ha iniziato a prendere una direzione propria, si è staccato dall’immagine, e ha trovato una forma che non dipende più dal film ma da un’esigenza interna. A dieci mesi dall’esordio di “Orgia mistero” non siamo davanti a un semplice passo successivo, qui si avverte uno spostamento più profondo. In un tempo così breve i Neoprimitivi hanno scelto di non capitalizzare il consenso ricevuto ma di rilanciare sul piano della scrittura. “Il sangue è pronto” è una suite di trentotto minuti pensata come un unico corpo, suddivisa in sei movimenti nel formato fisico, che non funzionano come capitoli separati ma come articolazioni di uno stesso respiro. Ogni parte si aggancia alla successiva con naturalezza, i temi si trasformano, le tensioni si ripresentano in altre forme. Non c’è l’idea di brano da estrarre, c’è un disegno che chiede di essere attraversato per intero.

Rispetto a “Orgia mistero” si percepisce una maggiore compattezza. Lì l’energia era più dispersiva, qui è concentrata, trattenuta, lavorata con pazienza. La durata non è un vezzo ma una necessità, perché solo dentro questo arco ampio il discorso riesce a svilupparsi davvero.  In superficie si può cogliere un’aura apocalittica, un’ombra che rimanda a certo immaginario esoterico, ma è solo la pelle del disco. Sotto si muove altro. Il richiamo a Badalamenti e a quell’angoscia sospesa che ha segnato l’estetica di Twin Peaks non è infatti un riferimento decorativo ma un principio strutturale. L’inquietudine diventa architettura, l’apnea emotiva si traduce in scelte armoniche e timbriche che tengono l’ascolto perennemente in bilico.

La chiave sta nella dimensione onirica. Questo non è un lavoro “terrestre”. È un disco che si muove dentro uno spazio mentale in cui le immagini si accostano per attrazione profonda più che per logica lineare. Qui il sax si impone come Caronte, guida che traghetta tra stati sonori differenti, attraversando droni e pulsazioni come se conoscesse già il confine. Non cerca il centro della scena, orienta il passaggio. Le voci poi emergono come echi, presenze che non si fissano mai del tutto. Per tutto l’ascolto si cerca stabilità e invece si incontra ossessione, in una tensione quasi kafkiana che alimenta la progressione senza concedere tregua. La ritualità nella seconda metà della suite, che attraversa le atmosfere, non è un esercizio simbolico ma un modo per dare forma a immagini complesse, a tratti frammentate, proprio come accade nei sogni quando la mente costruisce una coerenza diversa da quella quotidiana. Non c’è consolazione, non c’è pacificazione finale, eppure tutto resta sotto controllo. La scrittura tiene, il suono è denso ma leggibile, ogni elemento trova il suo posto senza sovraccaricare l’insieme.

Viene in mente la vecchia collana Urania, quella fantascienza che immaginava il futuro con gli strumenti e l’estetica del proprio tempo. Anche qui c’è qualcosa di simile. “Il sangue è pronto” guarda avanti ma porta con sé un fondo arcaico attraverso una memoria che riaffiora sotto la superficie. È un disco che parla di domani usando materiali antichi, e proprio per questo risulta imprescindibile. I Neoprimitivi dimostrano una maturità compositiva e culturale che va oltre l’etichetta di collettivo sperimentale. Qui c’è un pensiero musicale solido, una visione che integra cinema, letteratura e ricerca timbrica senza mai trasformarli in ornamento. “Il sangue è pronto” non è solo un disco riuscito, è una base avanguardistica italiana da cui ripartire. E questa affermazione significa riconoscere che quel punto esiste già.

Articolo di Silvia Ravenda

Track list “Il sangue è pronto”

  1. L’atto di uccidere
  2. L’estasi del corpo
  3. La nostra fragile ieraticità
  4. Il sangue è pronto
  5. L’estasi dello spirito
  6. Dove finisce l’uomo e quando inizia il suo padrone?

Neoprimitivi online:
Instagram: https://www.instagram.com/neoprimitivi/

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