05/12/2025

Baustelle, Roma

05/12/2025

Rise Of The Northstar, Milano

05/12/2025

Cristiano De André, Varese

05/12/2025

The Zen Circus, Firenze

05/12/2025

Negrita, Grosseto

05/12/2025

Yawning Man, Mezzago (MB)

05/12/2025

Edda, Lido Adriano (RA)

05/12/2025

Desolated, Cusano Milanino (MI)

05/12/2025

Delta V, Grassina (FI)

05/12/2025

Ananda Mida, Fontanafredda (PN)

05/12/2025

Edoardo Bennato, Bassano del Grappa (VI)

05/12/2025

Negrita, Grosseto

Agenda

scopri tutti

New Candys “The Uncanny Extravaganza”

Album in cui convivono Neo-Psych, Shoegaze, Kraut e Dark-Wave, con l’innesto deciso di drum machine e sintetizzatori

Il 30 maggio i New Candys hanno pubblicato il loro quinto album in studio, “The Uncanny Extravaganza”, per Fuzz Club Records. Una data importante per una band che da anni porta la propria musica ben oltre i confini italiani, costruendosi un seguito internazionale con tour in Europa, Stati Uniti e Australia, ma che continua a restare un fenomeno più celebrato all’estero che in patria. Forse proprio per questo il nuovo lavoro non si accontenta di confermare: preferisce rischiare, spiazzare, ribaltare le attese.

La produzione è affidata a Maurizio Baggio, scelta che già di per sé suggerisce un’apertura a scenari elettronici e visionari. E infatti “The Uncanny Extravaganza” non è la copia aggiornata di “Vyvyd” (2021), ma un disco che scarta di lato, cercando una formula diversa: meno radicata unicamente nello Psych Rock e più vicina a un ibrido in cui convivono Neo-Psych, Shoegaze, Kraut e Dark-Wave, con l’innesto deciso di drum machine e sintetizzatori.

L’apertura con “Regicide” è uno shock: un brano abrasivo, immediato, che mette in chiaro la nuova direzione. Il dialogo serrato tra chitarre distorte e sequenze elettroniche segna un territorio meno rassicurante e più tagliente. Subito dopo, “Crime Wave” e “Night Surfer” mantengono la spinta, innestando Garage e tensioni Proto Punk, con una propulsione che sembra pensata per travolgere più che per accompagnare. È il lato più diretto del disco, quello che spinge a muoversi senza chiedere permesso.

Ma la vera forza di questo album è la sua capacità di alternare energia e sospensione. “Breathe Me In” rallenta i giri, costruita su arpeggi liquidi che evocano il Neo-Psych californiano degli Allah-Las. “You’ll Never Know Yourself” invece porta in superficie il lato oscuro, con atmosfere dense e cupe che richiamano i Black Angels, uno dei riferimenti storici della band. È una sequenza che mostra bene come i New Candys abbiano imparato a lavorare sui contrasti, senza paura di cambiare passo brano dopo brano.

Nella seconda parte l’album diventa ancora più imprevedibile. “Cagehead” suona come un frammento di Goth Rock anni ’80 riscoperto in un archivio dei Sisters of Mercy, mentre “Aquawish” si abbandona a un Dream Pop sfrangiato, quasi ipnagogico, con una sospensione che sembra provenire da un mondo osservato sott’acqua. “Wild Spaghetti West” sorprende con riff vicini al Brit Rock di inizio Duemila più che alle colonne sonore western di Morricone, dimostrando una volta di più la volontà di giocare con le aspettative. Poi arriva “Gills on My Lungs”, che apre a un Synth Pop caldo e contagioso, il momento più accessibile dell’album, prima della chiusura di “Final Mission”: un brano che libera le chitarre da ogni peso e lascia spazio a una psichedelia luminosa, catartica, quasi liberatoria.

Il filo concettuale che tiene insieme il lavoro è l’acqua. Nei testi e nell’artwork ricorre l’idea di una realtà osservata attraverso un filtro liquido, distorta e deformata. La voce di Fernando Nuti, filtrata e ovattata, sembra emergere da un universo subacqueo, rafforzando la sensazione di straniamento che percorre l’intero album. È una scelta che rende il disco coerente sul piano sonoro e immaginifico, e che suggerisce anche una metafora: ciò che crediamo di conoscere cambia forma se osservato da un’altra prospettiva.

Qui sta il punto: “The Uncanny Extravaganza” non è il disco che i fan si aspettavano. Probabilmente ha lasciato disorientati molti ascoltatori storici, ma le evoluzioni stilistiche di una band sono spesso salti obbligati. Non si cresce senza shock, senza deviazioni che mettono in discussione le certezze. Ripetersi avrebbe significato cadere nella routine, produrre album-fotocopia destinati a perdere forza. Integrare nuove sonorità non è un vezzo, ma una necessità per chi vuole innovare.

Questo non è un disco per nostalgici: è un lavoro che prende i suoni del passato e li rilancia in chiave futurista, aprendo spazi inattesi e talvolta destabilizzanti. I New Candys mostrano lucidità e coraggio: preferiscono rischiare, sapendo che non tutti seguiranno, piuttosto che addormentarsi nell’abitudine. In un panorama italiano spesso povero di veri esperimenti psichedelici, i New Candys restano una delle rare band capaci di misurarsi con le scene globali. “The Uncanny Extravaganza” è stratificato, contraddittorio, visionario: un album che alterna carezze e pugni, immersioni e risalite, ossessioni e libertà. È l’inizio di una nuova fase e, al tempo stesso, una delle uscite più coraggiose e rilevanti della Psichedelia contemporanea.

Articolo di Silvia Ravenda

Track list “The Uncanny Extravaganza”

  1. Regicide
  2. Crime Wave
  3. Breathe Me In
  4. Night Surfer
  5. You’ll Never Know Yourself
  6. Aquawish
  7. Cagehead
  8. Wild Spaghetti West
  9. Gills On My Lungs
  10. Final Mission

Line up New Candys: Fernando Nuti voce, chitarre, sintetizzatori, basso, programmazione / Dario Lucchesi sintetizzatori, programmazione, basso, chitarre / Emanuele Zanardo chitarre, cori, basso / Francesco Giacomin batteria, programmazione

New Candys online:
Website: https://newcandys.com/
Instagram: https://www.instagram.com/newcandys/

© Riproduzione vietata

Iscriviti alla newsletter

Condividi il post!