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Nightbus “Passenger”

Questo bus percorre diversi incroci, dalla New Wave al Trip Hop, tanto amati dai cultori degli anni ‘90 più che ‘80

Il duo di Manchester ha pubblicato il 10 ottobre il loro album di esordio, “Passenger”, per Melodic. Saliamo su questo bus notturno: cercheremo di guidarvi nelle strade sonore che attraversa creando una mappa ritrovata più che gradita. “Ritrovata”, sì, perché questo bus percorre diversi incroci, dalla New Wave al Trip Hop, tanto amati dai cultori degli anni ‘90 più che ‘80. Nel percorso citeremo alcuni monumenti di quegli anni non per gridare al plagio, anzi, ma per orientarvi in questa districata mappa notturna stimolando il vostro palato sonoro con qualcosa che già conoscete. E’ l’album per voi? E’ il vostro personale momento giusto per ascoltarlo? Qualcosa mi dice di sì. Dunque, avete messo su il dress code opportuno? Siete abbastanza scuri e misteriosi? Il viaggio sarà breve ma scuro. Si parte.

Next stop: Trip Hop

L’intro strumentale “Somewhere, Nowhere” è raffinato ed elettronico accennando a delle atmosfere alla Stateless, cosa che incontreremo in seguito con la più disco “False Prophet”, un’incitazione sonora al rave notturno, una delle canzoni più “hit” dell’album e una delle fermate più coinvolgenti di questo bus notturno. “Just a Kid” entra pienamente nel trip hop tenendo le chitarre new wave che caratterizzano tutto il disco. Una sorta di interludio semi parlato molto affascinante che fa da ottimo collante nell’album. Abbiamo detto “Trip Hop”? Ecco che “Host” evoca dei Portishead miscelati a delle trovate sonore che ci richiamano le produzioni di William Orbit. “7am” è poi il gioiellino a fine album che, con la voce roca e i synth oscillanti, si apre a distorsioni improvvise. Continuiamo con il viaggio.

Next stop: New Wave

“Angles Mortz” insieme a “The Void” si colloca con i contemporanei New Dad nell’odierno New Wave ma in chiave un po’ più elettronica rispetto alla band irlandese: giochi di doppie voci che si ricalcano, voci angeliche dalle ali sporche di smog e illuminate dal neon. I synth toccano ottave molto basse rendendo tutto molto cupo. Restando sulla stessa fermata, chorus accentuati e cantato sospirato per “Landslide”. Questa stazione ha dei brani tra il pop elettronico e il rock: quando tutto potrebbe diventare rischiosamente smielato arriva una sana boccata di amarezza e nostalgia che salvano tutto, un dolce notturno massaggio cardiaco.

Next stop: Gargage

“Fluoride Stare”, “Renaissance” e l’ultima “Blue in Gray” hanno la sensualità, nel cantato, dei Garbage; anche i riff di chitarre al chorus e le atmosfere ci riportano alla band di Shirley Manson nei loro brani più lenti e di atmosfera. Poi c’è anche “Ascension” che con la sua cassa quadrata e il suo cantato nostalgico sarebbe un brano perfetto per fondere gli anni ‘80, ‘90 e inizio 2000. Il video è un mix di queste atmosfere.

Com’è andato il viaggio?

Il Nightbus di Passenger fa fermati brevi: i brani non durano molto e tutto il lavoro scivola bene, non annoia mai. I brani sono come piccoli assaggi degli anni 90 e inizio 2000 più scuri che tanto abbiamo amato ma rivisti ovviamente in chiave moderna. Consigliato a tutti i vampiri urbani, grandi e piccini. Ma che dico, i vampiri sono immortali, come questi generi e la notte ha sempre bisogno di una sua adeguata colonna sonora.

Articolo di Mirko Di Francescantonio

Tracklist “Passenger”

  1. Somewhere, Nowhere
  2. Angles Mortz
  3. False Prophet
  4. Fluoride Stare
  5. The Void
  6. Ascension
  7. Just a Kid
  8. Host
  9. Landslide
  10. Renaissance
  11. 7am
  12. Blue In Grey


Line up Nightbus: Olive Rees voce e chitarra / Jake Cotter chitarra ed elettronica

Nightbus online:
Instagram: https://www.instagram.com/nightbus__/
Website: https://linktr.ee/nightbus_uk

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