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Placebo – “Placebo RE:CREATED”: trent’anni dopo il debutto che ha cambiato una generazione trova una nuova forma

La band rielabora i nastri originali del 1996 in una director’s cut che aggiorna suono, mix e prospettiva, senza riscrivere la storia

A ben quattro anni dall’ultimo lavoro in studio, finalmente il 19 giugno tornano i Placebo con “Placebo RE:CREATED”, pubblicato da Elevator Lady Ltd. tramite AVAL. Una rivisitazione adattata ai tempi moderni del disco che, esattamente trent’anni fa, ha lanciato nella stratosfera la band Alternative Rock inglese.

“Placebo”: giorni di un futuro passato

Torniamo per un attimo indietro nel tempo. È il 1994, e il ventiduenne Brian Molko si trova alla stazione della metropolitana di South Kensington, a Londra. D’improvviso, il suo sguardo ceruleo è attratto dalla figura di un ragazzo con la chitarra a tracolla. Si tratta di Stefan Olsdal, un suo vecchio compagno di quando, adolescente, frequentava l’American International School in Lussemburgo, mai più rivisto da allora. Pur non essendosi praticamente mai parlati ai tempi della scuola, Molko invita Olsdal a vederlo suonare in un locale quella sera stessa, ed è una folgorazione: i due poco dopo formano un duo, battezzato Ashtray Heart in onore dell’omonimo brano di Captain Beefheart, il quale si riconfigura presto come un power trio grazie all’aggiunta del batterista Steve Hewitt.

Fast forward: un anno dopo, gli Ashtray Heart sono diventati Placebo, e dietro alle pelli è seduto lo svizzero Robert Schultzberg. Hewitt ha dovuto infatti abbandonare momentaneamente il progetto, in quanto già sotto contratto con un’altra band, i Beef. Purtroppo, però, i rapporti con il nuovo batterista sono a dir poco ostici fin dai primi giorni: infatti, se l’intesa personale e artistica tra i due fondatori continua a funzionare come un meccanismo ben oliato, il perfezionismo e la precisione di Schultzberg mal si adattano agli eccessi da rockstar di Brian e Stefan. Questa situazione da guerra fredda non può che detonare quando, in autunno, il trio si chiude ai Westside Studios di Londra per lavorare all’esordio discografico della band, “Placebo”. Le pochissime ore di sonno, le quantità gargantuesche di alcol ingerite e l’abuso di metanfetamina – il carburante per mantenere i ritmi di lavoro serrati, per usare le stesse parole del bandleader – non fanno che alimentare ancora di più la tensione tra Molko e Schultzberg, i quali arrivano a non rivolgersi più la parola, affidandosi a Olsdal e al produttore Brad Wood per le comunicazioni indispensabili.

Ma, come diceva qualcuno di saggio, dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori, e a riprova di ciò i tre musicisti riescono nell’impresa di sfruttare a loro vantaggio questa atmosfera tossica e malevola per infondere ai dieci brani in scaletta un’energia oscura e primordiale, debitrice tanto della New Wave inglese e del Punk del CBGB’s, quanto del Glam di T-Rex e David Bowie. Quest’ultimo, dopo aver ascoltato alcuni work in progress, rimane così colpito dal lavoro svolto dal terzetto da proporgli addirittura di aprire i concerti del suo “Outside Tour”! Niente male per un gruppo esordiente senza nemmeno un album all’attivo.

Quando “Placebo” appare sugli scaffali dei negozi, il 17 giugno 1996, la band si rivela come l’alternativa perfetta allo stereotipo Britpop che aveva dominato il mercato per tutta la prima metà degli anni Novanta. Androgini, arrabbiati con il mondo, provocatori fino al midollo, con testi che raccontano liberamente di dipendenze, alienazione e sessualità fluida, i Placebo con il loro esordio posano il primo mattone di una carriera di grande successo.

“Placebo RE:CREATED”: ritorno al futuro

“Placebo RE:CREATED” vede oggi la formazione britannica rielaborare quegli anni avventurosi con tutta l’esperienza accumulata nei tre decenni trascorsi da quel debutto fulminante. Consideriamo questo lavoro come un director’s cut, spiegano Molko e Olsdal, non l’abbiamo ricreato da zero, ma siamo tornati ai nastri originali per riportare trent’anni di esperienza nel suonare questi brani dal vivo all’interno del disco.

L’obiettivo era quindi quello di trascinare nel XXI secolo le canzoni contenute in “Placebo”, cesellando con cura certosina ogni singola frequenza, rendendo ancora più tridimensionale un suono già di per sé comunicativo e recuperando quei dettagli andati persi nei vari taglia e cuci da studio. La nuova versione di “Bruise Pristine” è un ottimo esempio, visto che per l’occasione si è deciso di ripristinare un’intera sezione cantata in francese, rimossa ai tempi dei Westside Studios.

Le tracce vocali vengono spinte avanti nel mix, creando una profondità di suono che rende, se possibile, ancora più avvolgente  l’atmosfera di ballad come “Lady Of The Flowers”, mentre le distorsioni delle chitarre sono scolpite accuratamente con sapienti tocchi di fader, donando respiro e una nuova vita alle elettriche “Nancy Boy” o “36 Degrees”. La filosofia alla base di “Placebo RE:CREATED” non è quella di cancellare ciò che di buono è stato fatto originariamente, non siamo qui davanti a degli aspiranti George Lucas che decidono, dall’oggi al domani, di utilizzare senza criterio la tecnologia per aggiustare ciò che non era rotto. Non si tratta di migliorare i contenuti dell’album, non c’è nulla che non vada. Si tratta di completarlo, spiegano i due Placebo.

“Placebo RE:CREATED” si conclude con due chicche che tutti i fan della prima ora non potranno che apprezzare. Il Rock nevrotico di “Drowning By Numbers” è uscito originariamente come lato B di “Come Home”, primo singolo estratto dall’album di debutto nonché seconda pubblicazione in assoluto per la band inglese dopo il 45 giri di “Bruise Pristine”, per essere poi incluso come bonus nell’edizione celebrativa di “Placebo” uscita nel 2006. “Farewell” – conosciuto anche come “HK Farewell” o “Hong Kong Farewell” – è invece uno strumentale dall’atmosfera delicata ed eterea, già presente nella scaletta originale come ghost track, qui lievemente accorciato rispetto agli oltre sette minuti che chiudevano il primo disco del gruppo.

Outro

C’era davvero bisogno di un disco come “Placebo RE:CREATED”? Onestamente no, a modesto parere di chi scrive. Messo oggi sul piatto, il debutto dei Placebo non ha perso una goccia del velenoso incedere tipico della prima fase creativa del gruppo britannico, e quelle chitarre al vetriolo, quella voce sparata direttamente in faccia all’ascoltatore, non avevano certo bisogno di essere limate o rese più attuali per continuare a comunicare il loro messaggio ribelle e iconoclasta anche nel 2026. È senza dubbio un bell’esercizio di stile, quasi un What If? marvelliano trasposto in musica, immancabile per saziare la fame di completismo della fanbase più fedele. C’è però un dettaglio da non sottovalutare, che rende questa nuova uscita rilevante al di là del valore artistico. Oggi il dibattito attorno all’identità di genere e all’espressione individuale è centrale e più acceso che mai nel discorso pubblico; in questo contesto, l’originale “Placebo” del 1996 è stato quasi profetico nell’affrontare temi che, all’epoca, in pochi erano riusciti a portare alle masse con la stessa sfrontata efficacia. Il progetto “Placebo RE:CREATED” non si limita a omaggiare la storia di quell’opera prima, ma ne rivendica con orgoglio il profondo valore culturale, confermando quanto il messaggio portato dai Placebo fosse pionieristico e proiettato nel futuro già tre decenni fa.

Articolo di Alberto Pani

Track list “Placebo RE:CREATED”

  1. Come Home (RE:CREATED Version)
  2. Teenage Angst (RE:CREATED Version)
  3. Bionic (RE:CREATED Version)
  4. 36 Degrees (RE:CREATED Version)
  5. Hang On To Your IQ (RE:CREATED Version)
  6. Nancy Boy (RE:CREATED Version)
  7. I Know (RE:CREATED Version)
  8. Bruise Pristine (RE:CREATED Version)
  9. Lady Of The Flowers (RE:CREATED Version)
  10. Swallow (RE:CREATED Version)
  11. Drowning By Numbers (Bonus Track) (RE:CREATED Version)
  12. Farewell (Hidden Track) (RE:CREATED Version)

Line up “Placebo RE:CREATED”: Brian Molko voce, chitarra, basso/ Stefan Olsdal basso, chitarra, tastiere, synth/ Robert Schultzberg batteria, percussioni

Placebo online:
Instagram: https://www.instagram.com/placeboworld
Youtube: https://youtube.com/@placeboworld

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