Josh Klinghoffer ha suonato con le vostre band preferite ma la maggior parte di voi ancora non lo conosce. Questo album è l’occasione per recuperare un talento sottovalutato. “A Drop in the Ocean” è stato pubblicato il 12 giugno, è l’ultimo lavoro di Josh Klinghoffer, il nome dietro il progetto solista Pluralone. Lo ha pubblicato Org Music.
Le aspettative corrisposte
Quando un musicista a cui si è affezionati torna dopo tanto tempo, si ha sempre un po’ di paura. Chissà se piace ancora, chissà se è cambiato. Dall’ultimo lp erano passati quattro anni. Quando parte la prima traccia ogni dubbio è fugato: un pianoforte dalle note gravi, il pedale ad allungarle fino a renderle assolute, “Feels Like I’ve Done Wrong” è l’esodo frustrato del senso di colpa, la fatica dello scontro degli ego. Sembra che con questo progetto Klinghoffer si sia deciso a dire come la pensa come mai prima d’ora, senza nascondersi dietro ai mormorii. “Peer Into Your Dreams”, era già uscita sotto forma di singolo, si distingue per la chitarra folk, una dimostrazione del multitalento di un polistrumentista che non ha bisogno di virtuosismi per eccellere.
Le pance della clessidra
Guardarsi allo specchio e trovare delle rughe nel riflesso, smettere di gioire per il proprio compleanno, “Too Much Time’s Gone By” racconta l’invecchiamento. Forse l’arrangiamento più spettrale e suggestivo. Sarà pure vero che un artista vissuto all’ombra di nomi più grandi ha finalmente trovato la propria voce, ma quando si è abituati ad essere sempre il più giovane del gruppo, si rischia di dimenticare che il tempo passa comunque, e con un certo rimorso. Il cantante si chiede quante altre canzoni potrà pubblicare prima che sia troppo tardi. Tocca a “Simple Action”, una ballata d’amore coscienziosa, una rara nota di speranza in un LP altrimenti malinconico, sulla chitarra acustica dai riff turbolenti, e la comparsa di Chelsea Hodson a fare i cori.
Come cambiano i rapporti con gli altri, e con se stessi
Per l’anniversario della scomparsa del batterista dei Foo Fighters Taylor Hawkins, veniva pubblicata, senza clamori, “I Hope You Knew”, il 25 di marzo. Qua anticipa la disperata “I Don’t Want To Let You Go”, il difficile rapporto con l’umanità e il tempo, sintetizzatori pulsanti e un raro assolo di chitarra, il crescendo delle percussioni – il primo strumento appreso in gioventù – e una voce lofi che ricorda i suoi primi dischi. “Ranting And Raving” era stata l’ultima traccia pubblicata come singolo, esattamente un mese prima dell’uscita dell’album. Un nota a se stessi, smettere di arrabbiarsi e delirare, ricordarsi di andare avanti nonostante il caos.
Una tessera nel mosaico dell’universo
“Give” trasporta dentro un tempio vuoto, l’unica traccia a superare i quattro minuti, tutti quanti sofferti, perché ci pone di fronte a una solitudine inquietante. Tecnicamente risalta l’inusuale accordatura Nashville, storicamente, invece, il fatto che è il risultato di quasi vent’anni di cesellamento. “Who What You” comincia con una drum machine minimale, è il brano che spicca più per l’allegria dell’arrangiamento. Qui c’è una fiducia riconquistata dopo aver scavato a fondo, e forse troppo a fondo, dentro se stessi. E lasciar andare con uno sguardo più leggero sembra essere la soluzione. “Sadly” è la giusta conclusione di questa decina. Quella che dà il titolo al progetto, nelle liriche. Dopo gli anni trascorsi a suonare con gli altri, le frasi selezionate sono un manifesto d’arte. Darsi agli altri, comprendere che la propria opera altro non è che una goccia nell’oceano, l’uno nella pluralità, e che il senso è la creazione stessa, in un mondo scosso dalle distrazioni, riuscire a fare qualcosa di nuovo. Così si conclude “A Drop In The Ocean”, con una voce non strillata, ma coraggiosa, è il coraggio che ci vuole a dare al pubblico un lavoro che ha le dimensioni di un diario segreto, da sussurrare all’orecchio. Va vissuto come qualcuno che ci fa entrare in casa sua dopo tanto tempo passato senza avere ospiti.
Un goccia di Josh
In un genere abituato al divismo esuberante, Klinghoffer si è sempre distinto per la propria indole posata, una falena restia ai riflettori, una dedizione totale alla materia e il rigetto degli schiamazzi. Scoperto a 17 anni da Bob Forrest, che allora ne aveva più di trenta ed era appena uscito dal labirinto dell’eroina, pubblica il primo lavoro con lui come “Bicycle Thief”, “You Come And Go Like a Pop Song”. Al volgere del millennio grazie al tramite di Forrest cominciava l’intensa collaborazione con John Frusciante, con progetti individuali e collettivi, sotto pseudonimi e non. Ogni elenco sarebbe parziale. Sebbene Klinghoffer sia noto al pubblico per i dieci anni passati con i Red Hot Chili Peppers, cosa che ai tempi lo rese il più giovane musicista a venire inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, tra le collaborazioni dal vivo e come turnista Gnarls Barkley, PJ Harvey, Iggy Pop, i Jane’s Addiction, i Pearl Jam, i Buttholes Surfers e i Marlene Kuntz. Certo che la musica non è curriculum, ma un ascolto curioso va fatto. Non ve ne pentirete.
Articolo di Gabriele Tocchio
Track List “A Drop In The Ocean”
- Feels Like I’ve Done Wrong
- Peer Into Your Dreams
- Too Much Time’s Gone By
- Simple Action
- I Hope You Knew
- I Don’t Want To Let You Go
- Ranting and Raving
- Give
- Who What You
- Sadly
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