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Qqru, Sammarelli, Iriondo e Nuccini “Metropolis”

Il capolavoro del 1927 di Fritz Lang rivive di una nuova sonorizzazione tutta italiana

L’album “Metropolis”, composto a otto mani a partire dalle immagini del lungometraggio di Fritz Lang, dopo qualche presentazione dal vivo in anteprima primaverile nei club, è stato finalmente registrato dal vivo il 13 e 14 maggio 2025 al @traistudio, e masterizzato da Giovanni Versari. È uscito il 5 settembre per Overdrive Records, e due sono le versioni in vinile disponibili, una rossa e una bianca (una special edition le raccoglie entrambe), e vendute principalmente sul circuito di Bandcamp. L’album è disponibile anche sulle piattaforme online.

Il lavoro vede all’opera una superband formata da Karim Qqru (The Zen Circus), Roberta Sammarelli (Verdena), Corrado Nuccini (Giardini Di Mirò) e Xabier Iriondo (Afterhours, e tanto altro), che sono anche i produttori di questo album ispirato al capolavoro di Fritz Lang, pellicola di fantascienza del 1927, basata sulla sceneggiatura di Thea Von Harbou. Pochi anni fa sono scaduti i diritti del film, e allo stesso tempo ne è stata rilasciata anche un’edizione ripulita e rimasterizzata. Prototipo dei film distopici, “Metropolis” descrive, in estrema sintesi, una società rigidamente divisa in classi, dove i ricchi vivono felici in superficie mentre nei meandri della terra cercano di sopravvivere i lavoratori, di fatto i nuovi poveri del mondo. Inutile sottolineare come, dopo quasi 100 anni, il film sia ancora di grande attualità.

Ed è forse questa attualità che ha spinto i quattro artisti, desiderosi di percorrere vie diverse da quelle delle rispettive esperienze sonore, a mettere mano a questo progetto formato da 14 tracce, per un totale di poco più di 37 minuti. Fatica vana quella di tentare di sincronizzare il film con il disco, dato che il lavoro è appunto ispirato al film, o meglio ancora, come recita il comunicato stampa, i quattro musicisti e produttori hanno fatto da “mediatori sonori” di Metropolis. L’attualità della storia raccontata con le immagini ha spinto i quattro musicisti a non rinunciare del tutto ai rispettivi mondi sonori – che sono riconoscibili, senza essere mero esercizio di stile o citazionismo stucchevole – per creare un racconto, con un approccio sonoro decisamente attuale, che dai suoni riesce a far vedere immagini in chi ascolta senza avere sotto mano la pellicola.

“Mediatori sonori”, dunque, è la definizione corretta e azzeccata per l’operazione messa in atto dai quattro artisti. Infatti, dopo aver tentato inutilmente la sincronizzazione di questa musica con quelle immagini, e aver ascoltato i pezzi su alcuni passaggi del film ai quali si riferiscono, diventa ancor più evidente che la pellicola è fonte di ispirazione per una storia sonora, figlia sì di quel lungometraggio, ma che può anche proseguire il suo cammino in modo autonomo. Il consiglio finale è di ascoltare il disco in modo libero. Poi, se si vuole approfondire al meglio l’operazione, si può rivedere il film e, terminata la visione, riascoltare nuovamente il lavoro di Qqru, Sammarelli, Iriondo e Nuccini.

A quel punto, il disco sperimentale, figlio di una vera libertà nell’ambito delle sonorizzazioni (per via del fatto che si tratta appunto di un lavoro di ispirazione), emerge in tutta la sua chiarezza. Poco importa che alcuni passaggi rimandino ai lavori di Iosonouncane (forse il più evidente), Guano Padano (meno evidente) o Calibro 35 (qua e là, a spizzichi), perché il disco vive di una sua ottima capacità di raccontare la storia grazie ai suoni proposti. L’operazione è dunque riuscita, ed è il pregio vero di questo lavoro.

Fra i pezzi più interessanti ci sono “Sottosuolo”, che ha una vera potenza espressiva che si aggiunge a quella dell’ingresso in fabbrica raccontato in modo così duro e amaro da Lang; “L’aggressione di Rotwang”, con una splendida fase introduttiva acida e inquietante, per poi lasciare spazio a un pezzo quasi a tinte Prog, e “Allucinazione di Freder” con un suono pungente che ricorda i migliori Goblin e i mondi sonori creati con Dario Argento, oltre a un hammering rhythm che si fonde con un riff ripetitivo e perturbante. Acida e graffiante anche la traccia “La fabbrica”, uno dei passaggi più disturbanti del film, che questa composizione sottolinea in tutta la sua drammaticità, e cioè mette in suono i ritmi disumani di quella fabbrica che toglie anima e corpo agli esseri umani. “Il Rogo e la Ragione” è il pezzo di chiusura per eccellenza, con un gusto da film Western, quasi da gridare, nei primi secondi, “al cuore Ramon, al cuore”, per poi espandersi in una melodia a tratti epica e inattesa.

Il disco, insomma, condensa ciò che sono state le sonorizzazioni dal vivo presentate a inizio 2025 dalla band. La composizione è stata svolta in soli quattro intensi giorni al Centro Musica di Modena, dove il quartetto ha avuto piena libertà creativa per mettere insieme la propria lettura sonora di “Metropolis”, ottenendo, come già detto, un disco che si presta all’ascolto indipendente anche al di fuori del classico cine-concerto (che rimane comunque, sia chiaro, la dimensione ideale per questa tipologia di album).

Un lavoro molto interessante che porta avanti l’ottima tradizione dei musicisti di band di diversa natura che ora possono, grazie ai mezzi dell’autoproduzione e delle case discografiche medio-piccole, dare spazio ai loro progetti. Dai Deproducers ai Goblin di Simonetti, passando per i Calibro 35, lo spazio che Qqru, Sammarelli, Iriondo e Nuccini si sono ricavati con questo disco/colonna sonora fa ben sperare anche per prossime operazioni di questo genere. Un vinile che in casa non fa male, anzi.

I primi tre appuntamenti dal vivo: il 10 settembre a Modena – Soundtracks, il 21 settembre a Vicopisano – Le parole contano, il 10 ottobre a Brescia – Nuovo Cinema Odeon.

Articolo di Luca Cremonesi

Track list “Metropolis”

1. Intro
2. Il giardino dell’Eden
3. Il sottosuolo
4. La scelta di Josaphat
5. Grone
6. La caduta di Babele
7. L’aggressione di Rotwang
8. Trasformazione di Maria
9. Allucinazione di Freder
10. Rivolta
11. La fabbrica
12. Inondazione
13. La fine di Metropolis
14. Il rogo e la ragione 03:30

Line up: Roberta Sammarelli basso / Corrado Nuccini chitarre / Xabier Iriondo chitarre / Karim Qqru batteria

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