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Red Sun – “Songs from Hidden Places”: la svolta vocale tra psichedelia, gothic ed elettronica

La quarta prova discografica accoglie il canto per una tessitura sonora ricca con chitarre, synth ed oscurità

Il quarto album dei Red Sun, nati nel 2014 ad Albone, tra Piacenza e l’Appennino Emiliano, si intitola “Songs from Hidden Places” ed è uscito il 19 giugno per Subsound Records. L’album è disponibile sulle piattaforme in streaming, in CD e in doppia versione vinile. Un lavoro che, dopo tre dischi totalmente strumentali, rappresenta un passo avanti per la band che, in questo nuovo “Songs from Hidden Places”, sceglie di introdurre la voce di Elisa Brusati. Il risultato è davvero ottimo e, per quanto ci riguarda, mettiamo questo album nella cartella dei migliori usciti nel nostro Paese nel corso di questo 2026. I Red Sun, infatti, propongono sette nuovi brani, per un totale di 41 minuti, che non tradiscono quanto fatto fin qui. Anzi, il nuovo lavoro porta avanti le atmosfere desertiche e le lunghe digressioni psichedeliche, marchio di fabbrica della band, sulle quali si innesta una voce intensa.

Il disco scava, sia con la musica sia con i testi dedicati a quei luoghi nascosti, fisici e interiori, che portiamo con noi, nell’animo, dando vita a una proposta ipnotica che si colloca in una zona musicale dove i Red Sun sono in ottima compagnia di esperienze quali i Litania, Kaery Ann ed Elisa Begni, artisti che abbiamo recensito nel corso del 2026. Opere che attestano come questo tipo di musica, un ottimo mix di atmosfere tetre, che arrivano dal Metal e da esperienze gotiche, si innesti su melodie psichedeliche, arricchite da un uso crescente di sintetizzatori e theremin. Anche se il risultato non è immediatamente percepibile nella traccia d’apertura, “Hidden Places”, dove un inizio più tendente a sonorità meno cupe e più aperte, con chitarre distorte che rimandano ad alcuni lavori del Consorzio Produttori Indipendenti, con un ammiccamento al rock alternativo, il disco, da “Details From The Past”, prende subito un’altra direzione.

Le restanti cinque tracce, dalla bella intro di chitarre distorte e piatti di “Details From The Past” fino a “A Hidden Bond”, che si presenta con un’ottima intro di batteria e un giro ipnotico di chitarra, sono la conferma di una ricerca della band che ha trovato una sua chiara e solida identità, sorretta da una voce che si incastra come da manuale in queste sonorità. La forma canzone, che inevitabilmente diventa dominante per via dell’innesto della voce, non fa venir meno il clima ipnotico e malinconico della musica dei Red Sun. Anzi, il canto di Brusati, una melodia degna dei boschi gotici e di atmosfere cupe, accentua il carattere ipnotico di una musica che mantiene intatto il fascino delle chitarre e dei synth. Brusati, anzi, con la sua estensione vocale aggiunge un’atmosfera onirica, da festa notturna, dove il cuore del crepuscolo può pulsare libero dalle ansie della quotidianità.

Una scelta azzeccata, che arricchisce un universo sonoro che i Red Sun hanno forgiato, con sapienza, lontano da qualsiasi ambito commerciale. Unica concessione apparentemente fuori tema è “The Secret Dope”, brano a tinte elettroniche, con suoni pop nell’intro e sirene in lontananza, oltre a una chitarra meno cupa e più definita. Che sia l’incipit di una svolta? Sinceramente non so se sperarlo, perché questo “Songs from Hidden Places” è proprio un bel lavoro, dove l’atmosfera cupa non pesa mai come un coperchio. Musica di ottima fattura, capace di regalare emozioni a ogni ascolto.

Articolo di Luca Cremonesi

Track list “Songs from Hidden Places”

  1. Hidden Places
  2. Details From The Past
  3. Sleeping Brain
  4. The Hidden Truth
  5. All Things Are Written There
  6. A Hidden Bond
  7. The Secret Dope

Line up Red Sun: Stefano “Eno” Dusi: chitarra / Mirco Dugaria: basso / Federico Rivoli: batteria, synth / Elisa Brusati: voce

Red Sun online:
Instagram: https://www.instagram.com/redsun.band

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