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Soen “Memorial”

Senza dubbio uno dei migliori dischi dell’anno

Parliamo di pesi massimi. Inizio con questa premessa perché siamo di fronte a un disco in cui non si scherza più. Annunciato dal singolo “Unbreakable” uscito il 30 maggio, “Memorial” vede la luce il 1 settembre per Silver Lining Music, e si impone subito come quello che sarà uno dei dischi dell’anno. Non sono sensazionalismi o affermazioni clickbait. Potete godere della nostra bella intervista fatta a Martin Lopez qui https://www.rocknation.it/interviews/soen-intervista/

“Memorial” è un veliero che naviga in un gigantesco mare nero di malinconia, di onde alte fatte di fragilità umane, di critiche sociali e di tanta tanta potenza, bellezza e accuratezza. Il nuovo album ha tanta spinta e vede la band raccontare i mali della società attuale con acutezza e ferocia, ma allo stesso tempo mostrando anche una parte elegante e pura. Conosciamo i Soen dal segno caratteristico di amalgamare riffage pesanti e melodie al limite dell’epico: da questo punto di vista nessuna sorpresa. Fanno esattamente questo ma lo fanno dannatamente bene, mettendo questo ultimo loro lavoro di fianco ai loro migliori precedenti, se non a tratti addirittura una tacca sopra. I brani non sono lunghissimi, solo uno supera i cinque minuti, ma i Soen inseriscono veramente tutto in ciascuno di essi. Ognuno è un circuito ben funzionante e funzionale al messaggio poetico di un Joel Ekelöf decisamente in forma. Non amo il track by track ma con “Memorial” mi sa che mi tocca, tanta è la polpa nel piatto.

Il disco si apre in maniera monumentale con “Sincere”: un intro in crescendo che fa piovere dopo una attesa per niente lunga tutto il potenziale della band. Come a dare un occhiata di 15 secondi a una giostra per trovarcisi sopra in un lampo e accorgersi che sta girando già piuttosto veloce. Si percepisce un concetto che in mezzo a un muro di suono è raro: la sensibilità delle persone coinvolte. Per questo concetto non è necessario strettamente un orecchio allenato ma un cuore allenato. E i Soen ce lo mettono, anche con un po’ di preoccupazione per come sta andando il mondo, nel secondo pezzo “Unbreakable” che è anche il singolo apripista.

Joel Ekelöf, cantante e co-fondatore della band, dichiara parlando di questa canzone: I politici e i media dipingono tutto come bianco o nero, autorizzandoti a cercare di distruggere il tuo nemico invece di cercare di trovare un punto d’incontro. È fondamentale essere umili e aperti a diversi punti di vista per continuare a crescere. Personalmente abbraccio questo pensiero con tutto me stesso.  Non può non essere una nota di merito di stampo umano e umanistico questa dichiarazione. Siamo oltre alle opinioni sui suoni o ai gusti musicali. Parliamo della vita.  Ma la vita, purtroppo ha anche delle parti violente ed è proprio con il brano successivo “Violence” che i Soen ci riportano a bordo di quel famoso veliero, prendono in mano il timone e puntano verso lidi lontanissimi. Sezione ritmica degna di menzione particolare nelle strofe di questa canzone: meraviglioso come tengono in piedi una struttura che respira per urlare nei ritornelli.

“Fortress” entra in scena ferocemente con una andatura più metal che prog, quasi con un’aria sbruffona. Qui sono le chitarre a fare da padrone soprattutto nei soli che annodano le loro trecce ai finali delle parti vocali. Il mare sembra placarsi per un poco in “Hallowed”. Meraviglioso. Un duetto notturno delle voci di Joel e Elisa che pare infondere quella sensazione di essere capiti. E quando non servono più le parole ecco partire ancora un solo che mostra molto più di quello che si è tentato di nascondere nel buio.

La title track “Memorial” inizia con un ritmo marziale e alterna in maniera quasi dicotomica un groove di chitarre e ritmica paragonabile a un cingolato ad ariose fasi melodiche: come un giorno di pace in mezzo a una battaglia.  Canzone che nel suo centro pare spegnersi per poi riaccendersi con una fiammata finale espressa ancora una volta da un gran assolo. Ma attenzione: zero virtuosismo e tanto gusto melodico.  “Incendiary” pur partendo con piglio militare e riprendendolo al suo interno, ha una vibe diversa dalla precedente, più andante e dinoccolata. Meno solenne. Più diretta. Una canzone con l’intero amalgama a fare da protagonista: quei brani che ti fanno capire quando una band è in forma. Con la successiva “Tragedian” torniamo in pieno ambiente prog. Voci e tastiere creano una sorta di liturgia e sembra che il capitano del nostro veliero si ritiri nel suo piccolo alloggio a prendere una decisione sulla rotta e quindi, sul viaggio.

Le vele si gonfiano di nuovo e di brutto anche: “Icon” non concede sconti, respiro, illazioni. Zero compromessi, improvvisamente qualche memoria che appare a galla ci fa muovere ancora, verso un orizzonte che o si chiude o si allontana. Finale impressionante per intensità, un brano che gonfia il cuore, i polmoni la mente e l’anima. Dal piglio quasi jazz a tratti “Vitals” chiude un disco chirurgico nella sua realizzazione, e evocativo a dir poco.

“Memorial” va ascoltato in cuffia. Da soli. Al buio. Senza niente altro che voi. Buon viaggio.

Articolo di Bruno Giraldo

Track list “Memorial”

  1. Sincere
  2. Unbreakable
  3. Violence
  4. Fortress
  5. Hollowed (feat. Elisa)
  6. Memorial
  7. Incendiary
  8. Tragedian 
  9. Icon
  10. Vitals


Line up Soen: Joel Ekelöf Vocals / Martin Lopez Drums / Lars Enok Åhlund Keyboards and Guitar / Cody Ford Lead Guitar  / Oleksii “Zlatoyar” Kobel Bass / guest Elisa Cello & vocals on “Hallowed”

Soen online:
Facebook www.facebook.com/SOENMusic
Instagram www.instagram.com/SOENmusic 
Web www.SOENmusic.com

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