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Squeeze “Trixies”

Ultimo album – ma, potenzialmente, anche il primo – della storica band della New Wave britannica

Una lettera dal passato che, forse, avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi. È un turning point da “Ritorno al futuro” quello che segna l’uscita di “Trixies”, l’ultimo album – ma, potenzialmente, anche il primo – degli Squeeze, band storica della New Wave britannica. Sì, perché le tredici tracce, contenute all’interno del disco, pubblicato il 6 marzo per BMG, altro non rappresentano che un concept album scritto, all’inizio della loro collaborazione come cantautori, dai teenager Chris Difford e Glenn Tilbrook.

Composto nel 1974, circa quattro anni prima del loro debutto, non venne mai registrato. Fino ad ora. Un lavoro “adolescenziale” (nel senso letterale del termine) per la cui realizzazione – a detta dello stesso duo – mancava, allora, la conoscenza musicale necessaria. Intuizioni buttate giù ma, in quegli anni, difficili da collocare e mettere insieme e che, oggi, lasciano scorgere il potenziale di quel che sarebbe stato poi.  Le canzoni che abbiamo scritto allora mi lasciano a bocca aperta – ha detto Tilbrook – ne vado fiero oggi e sono particolarmente orgoglioso del fatto che siamo stati proprio noi, da giovani, a realizzarle. Il risultato? Qualcosa dichiaratamente brit, le cui influenze spaziano da Bowie ai Beatles e ai Supertramp, nella cornice di un immaginario locale notturno, il “Trixies”.

L’aspetto più affascinante dell’album è, in fondo, proprio la sua genesi, il fatto cioè di aver messo a confronto le versioni attuali e giovanili degli stessi autori. Un salto temporale dove il ragazzo e l’adulto, teoricamente, si interfacciano e in cui il secondo si prende la briga di mettere un po’ d’ordine tra appunti, fantasie e slanci del primo. In pratica: i ragazzi ci hanno messo l’idea, gli artisti maturi, cinquant’anni dopo, l’hanno realizzata. Così, già a partire da quello che sarebbe stato il possibile esordio di Difford e Tilbrook, emerge una bella intesa, con melodie pop dolci che si alternano a riferimenti più mirati, come, ad esempio, in “The Place We Call Mars”, terza traccia. Inutile dire di quale pianeta rosso parliamo e chi c’era già approdato.

Il disco si apre con “What More Can I Say” e “You Get The Feeling”, intime, soffuse, retro-glam. “Hell On Earth”, personalmente, mi restituisce quello che mi piace con una composizione incalzante e misteriosa: Hell on earth, baby Hell on earth, baby Trixie’s is the last thing you say Trixie’s is one hell of a place Trixie, oh Trixie I’ve never seen your face. Un mood che prosegue, nel buio, con la ballerina di “The Dancer”. Pochi versi, quasi cinematografici. Luci al neon, aria umida, per una solitudine hopperiana che già fa intendere la capacità descrittiva della band: Sweat was dripping from her nose Some old men shouted, ‘Take off your clothes!’ Her smile was forced for everyone Expensive women were pulling men Emptying pockets and empty heads I drank alone but shared the fun. Un album nell’insieme variegato, narrativo, dove è facile immaginare storia, atmosfera e vissuto degli avventori del locale. Personaggi che si muovono attraverso i testi come su di un palco: fanno la loro apparizione e, poi, lasciano spazio all’esibizione successiva.

“Good Riddance”, “Don’t Go Out In the Dark”, “Why Don’t You”, “Anything But Me”, “It’s Over”, “The Jaguars” sono tutti frammenti di un puzzle che fa piacere ricomporre, anche solo per cercare indizi di quella che sarebbe stata la produzione successiva con classici come “Up The Junction”, “Tempted”, “Cool For Cats”, “Another Nail In My Heart” e “Labelled With Love”. “Trixies”, insomma, è un intento criogenizzato, portato a nuova vita, prima di tutto il resto. La chiusura è affidata a due brani che, in un certo senso, si tengono per mano: “Trixies Part One” e “Trixies Part Two”, che fanno da punteggiatura conclusiva a questo lavoro di ieri e di oggi. Un album che non sente il peso degli errori e dell’esperienza. Se la scrolla di dosso e se ne frega perché, alla fine, è giovane.

Gli Squeeze suoneranno a Milano il prossimo 27 marzo nello spazio di Santeria Toscana 31 per l’unico appuntamento italiano del loro tour europeo.

Articolo di Antonella Andriuolo

Track list “Trixies”

1. What More Can I Say
2. You Get The Feeling
3. The Place We Call Mars
4. Hell On Earth
5. The Dancer
6. Good Riddance
7. Don’t Go Out In the Dark
8. Why Don’t You
9. Anything But Me
10. It’s Over
11. The Jaguars
12. Trixies Part One
13. Trixies Part Two


Squeeze online:
Website https://www.squeezeofficial.com/
Instagram https://www.instagram.com/squeezeogram/
YouTube https://www.youtube.com/SqueezeOfficial

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