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The Rumajcks

The Rumjacks / Flatfoot 56 “Split”

Split di due band accomunate da uno spirito, un genere e soprattutto un mood comune

The Rumjacks e i Flatfoot 56 presentano una nuova uscita insieme il 6 maggio: “Split” ep, lavoro che vede le due band dividersi uno spazio sonoro per ABC Records/ Four|Four. Ora, pensando a chi segue (giustamente) in maniera ordinata e continuativa Rock Nation sa che il nome The Rumjacks è già stato protagonista su queste pagine digitali lo scorso febbraio in occasione dell’uscita di “Brass for Gold”, un ep di otto brani che la band australiana che reinterpreta a proprio modo le sonorità celtiche. E che, a dirla tutta, mi piacciono anche non poco.

A loro si aggiungono i Flatfoot 56, che vengono da Chicago (14.867 km di distanza rispetto ai Rumjacks. Non ci credi? Chiedi a Google Maps) e incarnano una visione differente dello stesso genere, che a rigore dovrebbe essere d’interesse del vecchio continente ma trova a grande distanza declinazioni molto interessanti.

Questo split nasce quindi da una intenzione delle due band, distanti fra loro, ma accomunate da uno spirito, un genere e soprattutto un mood comune. I disco consta di sei brani, tre per band, per un totale di meno di 20 minuti.

The Rumjacks aprono con “Whitecaps”, un brano deciso, che arriva al volto e lascia il segno. Due minuti e mezzo di rullante che si incastra tra gli occhi e spinge con forza. Corale, profondo e allegro come ci si aspetta se si ha premuto “play” sullo scorso lavoro. “Fifth Ward Firestorm” è una ballata allegra da locanda, da tavoli in legno, da boccali che rumorosi battono il tempo. Gli australiani chiudono con “What Was Your Name in the States”, altrettanto allegra e divertente come la precedente, ma per essa vi suggerisco di soffermarvi un po’ sul testo (anche se non anglofoni, trovate un sacco di strumenti di Google molto utili) per cogliere un po’ della loro filosofia e tradizione.

Viene passata quindi la palla ai Flatfoot 56 con “Mud”, un brano con una elegante intro che fa da cornice alla voce più scura di Bawinkel rispetto alla brillante di Rivkees. Da qui si passa a “Trouble”, celtica dalla prima nota. Trovo che i Flatfoot 56 siano più quadrati e diretti rispetto ai Rumjacks, questa caratteristica li rende sufficientemente differenti da renderli godibili all’interno dello stesso lavoro. La chiusura arriva con “Sorry”, quasi 4 minuti molto spinti con un rullante che fa da protagonista per scandire un tempo molto “up”.

È un ep molto corto, molto molto corto, ma non per questo meno godibile. Il genere impone brani brevi, animati, da ballare. Va ascoltato a volumi alti, in compagnia, con tanta gente e tante persone care. È un ep che se ascoltato in casa deve far lamentare i vicini in ore notturne, se no cosa si ascolta a fare? Quindi, anche questa volta ho gradito gente che fa rumore. Perché è un rumore che mi piace. A voi piace?

Articolo di Marco Oreggia

Track list “Split”

  1. “Whitecaps” – The Rumjacks
  2. “Fifth Ward Firestorm” – The Rumjacks
  3. “What Was Your Name in the States” – The Rumjacks
  4. “Mud” – Flatfoot 56
  5. “Trouble” – Flatfoot 56
  6. “Sorry” – Flatfoot 56

Line up The Rumjacks: Mike Rivkees Voce / Johnny McKelvey Basso / Gabriel Whitbourne Chitarra / Adam Kenny Mandolino e banjo / Pietro Della Sala Batteria

Line up Flatfoot 56: Brandon Good Chitarra e mandolino / Eric McMahon Chitarra e cornamuse / Justin Bawinkel Batteria / Kyle Bawinkel Basso / Tobin Bawinkel Voce e chitarra / Josh Robieson Cornamuse e mandolino

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