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Theo Kandel – “A Horse Named Friday”: il nuovo album del cantautore dallo spirito folk-rock

Tra banjo, archi e chitarre, un album organico che accoglie i chiaroscuri quotidiani con rara sensibilità

Rallentare, ascoltare e accettare che niente può rimanere uguale per troppo tempo. “A Horse Named Friday” parte da qui, trasformando gli alti e bassi dell’esistenza umana in un viaggio intimo nel quale Theo Kandel ci parla di amore, perdita, gioia e malinconia con la naturalezza della sua voce e di una chitarra acustica. Fuori il 21 agosto per Nettwerk Music Group, è il secondo album del cantautore newyorkese dopo “Eating & Drinking & Being in Love” e concentra l’attenzione sugli estremi della quotidianità: quei momenti in cui tutto sembra luminoso e quelli in cui, la realtà cambia direzione e tutto diventa buio. La genesi del disco è segnata anche dalla perdita improvvisa di due amici dell’artista, esperienza che inevitabilmente segna il modo in cui Kandel guarda al tempo e alla precarietà delle emozioni e della vita.

Il punto di forza del disco è proprio il contrasto tra ciò che viene raccontato e il modo in cui il cantautore sceglie di raccontarlo: attraverso una chitarra acustica, banjo, archi e sonorità dal carattere organico che costruiscono un ambiente caldo e raccolto. La voce rimane pulita e riesce a conservare una sensazione di tranquillità anche quando sotto la superficie affiorano malinconia e dolore. La title track “A Horse Named Friday” contiene una delle immagini centrali dell’intero lavoro, il fiume viene utilizzato per parlare della trasformazione: attraversarlo significa accettare che, nel momento stesso in cui continuiamo a vivere, non siamo più esattamente quelli di prima. Il movimento dell’acqua diventa quello dell’esistenza, che prosegue anche quando abbiamo l’impressione di essere fermi. È una sensibilità che attraversa l’intero album. Kandel affronta esperienze anche dolorose senza appesantire necessariamente il suono: la malinconia rimane presente, ma non diventa mai l’unica tonalità emotiva del disco.

L’attenzione al passare del tempo ritorna in “Ghost Lives”, costruita attorno a tutte le vite che avremmo potuto vivere e alle persone che avremmo potuto diventare; le possibilità non realizzate sembrano fantasmi conservati da qualche parte, mentre il tempo continua a scorrere. Con “Half-Empty High Life” e “The Station” si introducono ritmi più vivaci e sincopati, evitando che il percorso rimanga confinato in un’unica atmosfera.  Interessante è anche “7-10 Split”, dove una storia di divorzio viene accostata a un arrangiamento acustico decisamente più vivace. Il contrasto tra contenuto e veste musicale diventa uno degli strumenti attraverso cui Kandel evita di creare una connessione troppo scontata tra tristezza e sonorità cupe.  La conclusiva “Sadness is a Sine Wave” finisce per racchiudere una possibile chiave di lettura dell’intero progetto. La tristezza è come un’onda: sale e scende, arriva e poi cambia forma. Nessuno stato emotivo rimane immobile per sempre, sicuramente è un pensiero semplice, ma che acquista importanza, facendo anche riflettere gli ascoltatori.

La coerenza di “A Horse Named Friday” è allo stesso tempo sia un grande pregio che il suo possibile limite; infatti, la scelta di mantenere una dimensione raccolta, prevalentemente acustica e misurata rende il disco riconoscibile, ma può generare anche troppa uniformità, rischiando di fare diventare le tracce prevedibili.  Kandel non sembra interessato a forzare l’emozione o a indicarci ciò che dovremmo provare, preferisce accompagnarci, lasciando che una chitarra, un cambio nella voce o l’ingresso di uno strumento siano sufficienti.

“A Horse Named Friday” è quindi un disco che sceglie di non avere fretta, la dimensione sospesa che si crea è capace di trasmettere tranquillità senza nascondere la malinconia che scorre al suo interno. Il senso del lavoro va trovato soprattutto nell’insieme: un viaggio attraverso gli estremi della vita che non pretende di offrire risposte, ricordandoci piuttosto che, anche quando sembra impossibile accorgersene, continuiamo a muoverci.

Articolo di Benedetta Rubini

Track list “A Horse Named Friday”

  1. A Horse Named Friday
  2. She’s Mad, She’s Magic
  3. Right This Time
  4. 7-10 Split
  5. The Station
  6. Ghost Lives
  7. Mourning Dove
  8. A Little Weird (A Little High)
  9. About Dreams
  10. Whisper Music
  11. Sadness is a Sine Wave

Line up: Theo Kandel voce e chitarra acustica

Theo Kandel online:
Sito Ufficiale: https://www.theokandel.com/
Instagram: https://www.instagram.com/theokandel
You Tube: https://youtube.com/@theokandel

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