Il 25 aprile i Viagra Boys sono tornati con il loro attesissimo quarto album, “viagr aboys,” pubblicato da Shrimptech Enterprises. La band post-punk svedese ci regala un sound che, pur mantenendo la sua inconfondibile irriverenza, è forse più pop, meno pesante degli album precedenti, eppure, colpisce ancora forte. Questo nuovo lavoro non è un distacco radicale da “Cave World”, ma la differenza chiave è una chiara ricerca di una produzione più pulita, come si evince nell’orecchiabile “Man Made Of Meat”, l’ennesima denuncia dei Viagra Boys all’uomo contemporaneo, all’inadeguatezza che contraddistingue l’essere cittadini del mondo in questo periodo storico. Con un occhio alla globalizzazione e al consumismo, e l’altro all’insignificanza dell’individuo medio perso tra scroll sui social e sessioni in palestra, dipinge un quadro perfetto dell’uomo del ventunesimo secolo.
Passando per il secondo singolo, “The Bog Body”, un altro cantabilissimo inno post-punk dai bassi distorti, si arriva a “Uno II”, l’inquietante storia di un cane con problemi dentali e di un veterinario Croato. In questo angosciante sogno (o incubo) tra New-Wave, Dance Punk e Psichedelia, è interessante notare la presenza una voce femminile che accompagna Murphy nel cantato, una novità per la band decisamente azzeccata.
Ci sono poi brani, come “Pyramid Of Health”, in cui la voce di Murphy fa uno strano effetto: il cantato è molto più pulito del normale e dà una sensazione di artificiale. È una ballata country un po’ marcia, comunque piacevole da ascoltare, ma che non regge l’anima punk dei Viagra Boys. Non mancano anche pezzi più tranquilli, come “Medicine for Horses”, un triste e cupo brano synth-wave, che ricalca i pensieri di un uomo stanco della propria vita, soggetto al tempo che passa, un nichilista con desideri di morte.
L’album passa per diversi mood e stili, in un piacevole ma destabilizzante giro in ottovolante, come nel caso di “Store Policy”, che arriva dritta già dai primi secondi, risolleva il morale che fino a quel momento era stato buttato violentemente a terra. L’arrangiamento delirante mescola una batteria prepotente con flauti, chitarre elettriche e sintetizzatori in un beat distorto, che fonde elementi hip-hop e industrial.
Menzione speciale per “You N33d Me”, celebrazione del post-punk per eccellenza, che narra di un uomo inadeguato che si vanta di tutte le sue capacità inappropriate: sa come rovinare una festa, come infastidire il fidanzato di qualcuno fino a farsi picchiare, e come bere un sacco di birre. È puro stile Viagra Boys. La traccia finale, “River Boy”, inaspettatamente suonata solo da un pianoforte, ci dà un amaro addio, lasciandoci con un po’ di perturbante malinconia.
Ciò che è certo è che i Viagra Boys non si smentiscono mai. Sono sempre divertenti e mestamente ironici, dipingono con fierezza il loro essere un po’ inetti, buoni a nulla e casinari. Forse sta volta la differenza sta nei testi, meno politici e più nonsense, ma sempre disturbanti, confusionari e marci. Attraverso una sorta di “brainrot” in musica, quello che offrono alla fine è sempre la stessa, affilata critica sociale, che si cela nel nome stesso della band e dell’album: una netta contrapposizione all’idea dell’uomo che deve prevaricare e “performare”.
Anche se “viagra boys” è permeato da sonorità prevalentemente già sentite, è un ascolto divertente. È esattamente ciò che ci si aspetta dai Viagra Boys, ed è fatto talmente bene che è davvero difficile stancarsene.
Articolo di Marta Mazzeo
Track List “viagr aboys”
- Man Made of Meat
- The Bog Body
- Uno II
- Pyramid of Health
- Dirty Boyz
- Medicine for Horses
- Waterboy
- Store Policy
- You N33d Me
- Best in Show Pt. IV
- River King
Line up Viagra Boys: Sebastian Murphy voce / Oskar Carls sassofono / Henrik Höckert basso / Tor Sjödén batteria /Elias Jungqvist tastiere / Linus Hillborg chitarra
Viagra Boys online:
Instagram: https://www.instagram.com/viagraboys/
Facebook: https://www.facebook.com/viagraboys
