Per l’album “In Fatti Ostili RMX” dei Delta V (la nostra recensione) Jackf ha remixato “La disciplina del nulla”. Nell’intervista scopriamo come ha strutturato l’approccio con un groove che impone di battere il piede e che si sposa con sonorità che rimandano alla musica da film, creando un connubio tra due mondi più connessi di quanto potrebbe sembrare, ma che raramente si incontrano. Una danza introspettiva, attraversata dal canto di Marti.
Jackf è il progetto parallelo del musicista e produttore livornese Carlo Bosco, nato nel 1999 durante la realizzazione dello spettacolo teatrale “Radio Alcatraz”. In quell’occasione Bosco compose le musiche originali ispirandosi al personaggio di Jack Folla, da cui deriva il nome Jackf, diventato nel tempo la sua identità artistica. Il progetto rappresenta il lato più personale e sperimentale dell’artista, dove elettronica, ambient e suggestioni cinematiche si fondono con una forte influenza French Touch. Tra i suoi principali riferimenti artistici dichiarati ci sono Daft Punk e Röyksopp, punti cardine di un sound elegante, atmosferico e contemporaneo.
Sei pianista, compositore di colonne sonore, arrangiatore; che approccio hai adottato per riarrangiare un brano dal carattere pop elettronico?
Ho cercato di mettere insieme i miei due mondi musicali: quello più classico/cinematografico e quello più elettronico. Sono cresciuto a pane e Morricone ma anche a pane e French Touch, quindi la contaminazione mi viene istintiva, è qualcosa che mi scorre ormai da tantissimi anni.
Penso che ci siano dei codici in comune tra la musica da film e la musica elettronica, sei d’accordo?
Ci sono tantissime realtà che mescolano questi due pianeti musicali. Una su tutte sono gli M83, esempio lampante del connubio perfetto tra elettronica e soundtrack.
In questo remix hai cercato di dare una visione cinematografica o comunque visiva del brano?
È un po’ la mia firma, il mio stile. Cerco sempre di far “volare” chi ascolta i miei lavori in una dimensione onirica e visiva.
L’inizio del brano ha un’influenza dance, mentre nella parte finale si avverte la presenza di violini e corni che sottolineano la voce di Marti: è il tratto che congiunge il mood elettronico e quello delle colonne sonore?
Sicuramente senza la voce di Marti questo remix non avrebbe visto la luce. I Delta mi hanno affidato questo brano perché sapevano essere il mio preferito dell’album. A mio parere melodia e timbro vocale perfetti per un esperimento del genere.
Dal tuo punto di vista di compositore versatile, pensi che ci possa essere un dialogo attuale tra la musica per film e il “clubbing pop” in Italia?
In Italia questo tipo di dialogo manca un po’. Nel mainstream non è neanche contemplato. Per fortuna ci sono realtà tipo quella di Jackf o altre che tengono alta la bandiera ma sicuramente non basta, ce ne vorrebbero tante di più.
Articolo di Alessandro Casula
