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Lacuna Coil live Parma

We fear nothing

Si dice che spesso, nella vita, i treni migliori ci passano accanto quando non abbiamo il biglietto.
Quando ho saputo che il 10 giugno, presso il Parma Tattoo Nerd Fest, si sarebbe tenuto il concerto dei Lacuna Coil, quel treno l’avrei preso con o senza biglietto:  non sarei potuta assolutamente mancare.
Per un motivo o per l’altro, mi sono sempre vista passare via i loro live quando erano vicini alle mie zone, ma stavolta mi sono detta: i Lacuna Coil valgono bene quei chilometri e quel tempo alla guida. Ce la farò! Chi mi conosce bene sa quanto sia dannatamente testarda, quindi mani sul volante, radio e via, direzione Fiere di Parma.

Al mio arrivo, il parcheggio della fiera è già quasi completo, e non solo per i contenuti nerd proposti e gli stand colorati di più di cento abili tatuatori e piercer da ogni dove,  tra i quali faccio lo slalom per arrivare al main stage esterno: si sta eseguendo i sound check su un palco inondato di sole, molti sono i fan già presenti all’area merch oppure nelle zone d’ombra tutt’intorno. I fedelissimi invece, per assicurarsi il posto in transenna, accettano e sopportano i roventi baci del sole sulla pelle. Non distante c’è anche un secondo palco, più piccolo, sul quale si segue la finale di Champions League e dove dopo mezzanotte ci sarà il Teenage Dream Party: considerato chi sta per sgranchirsi le corde vocali mi domando cosa si possa esser capito della partita, fortuna che ci sono le immagini.

Fragments Of Sorrow

Tre sono le band che apriranno per i Lacuna Coil, i primi sono i Fragments Of Sorrow, molto recentemente visti a Milano in apertura agli Escape The Fate (la nostra recensione). Purtroppo i ragazzi, che vedevo molto bene su un palco di quelle dimensioni, liberi di esprimere al meglio la loro energia e potenzialità percepite la volta precedente, hanno molti problemi tecnici a causa dei quali non si sente assolutamente la voce oppure a rari sprazzi; il tempo a disposizione non è molto e viene speso nella maggior parte a cercare di risolvere l’arcano, con professionalità da parte di tutti,  riuscendoci solo alla fine e lasciando loro giusto il tempo di farci sentire di che pasta sono fatti. Un grande applauso per questa giovane ed  energica band metalcore milanese che vi consiglio di andare a sentire alla prima occasione, se vi piace il genere, per farvi dare una pettinata dalla loro scarica di adrenalina a cui avevo avuto il piacere di assistere a Milano.

Frozen Crown

Chi viene dopo non ha bisogno di presentazioni: parliamo dei Frozen Crown, capitanati da Giada “Jade” Etro, la cui voce prodigiosa fa tremare persone e muri del circondario. Melodic Power Metal band tra le più conosciute, amate e seguite sia in Italia che all’estero, collezionano un sold out dopo l’altro. La loro formula prevede ritornelli epici di grande atmosfera, frequenti duetti con Federico Mondelli, mastermind del gruppo dal potente growl e chitarrista dai raffinati riff e lead, e richiami all’Heavy Metal più classico. L’evidente affiatamento e complicità tra tutti gli artisti li rende una gioia da vedere, oltre che da ascoltare, mentre interagiscono e si fanno piccoli dispetti sul palco.

Frozen Crown

Freschi freschi di ritorno da un concerto da headliner in Giappone, dove hanno raccolto successo a piene mani, sono attualmente impegnati in un tour europeo che, manco a dirlo, è praticamente tutto sold out. Qualcosa mi dice che i tifosi che guardavano la partita sullo schermo dell’altro palco, l’abbiano guardata con i Frozen Crown come commento audio: impressionante la loro potenza.

Frozen Crown

Alla fine della loro esibizione, il palco viene preparato per una band che vedo per la prima volta, Gli Atroci. Formazione unica tra Heavy Metal e ironia, usando le loro stesse parole, fanno affidamento sulla loro evidente carica erotica. Bolognesi, attivi dal 1995 col loro Heavy Metal demenziale, cinque album all’attivo, sono considerati tra i più famosi gruppi italiani di Rock parodistico. Il loro ingresso sul palco è divertente, coloratissimi nei loro costumi di scena, fanno impazzire il pubblico di allegria. Insomma, per esser presi sul serio bisogna sapersi prendere in giro, e loro lo sanno bene.

Gli Atroci

Ognuno rappresenta un personaggio diverso, abbiamo il Profeta alla voce, la Bestia Assatanata alla chitarra, il Lurido Cavernicolo alla batteria, Il Nano Merlino ai cori e coreografie, il Boia Malefico cori, tastiere e coreografie. Una sorta di equivalente metal delle “Veline”. Saranno demenziali, ok, ma il loro lavoro lo sanno fare magistralmente. Vederli dal vivo è uno spettacolo che consiglio a tutti, per lo meno a tutti i metallari dotati di un buon senso dell’umorismo e ironia.

Gli Atroci

I loro brani fanno il verso alle tematiche classiche di generi come il Power Metal o, come nel caso di “Pennellen”, al Metal tedesco con un richiamo ai Rammstein. Il Profeta, sfolgorante nel suo completo rosa con tanto di manette di peluche in vita, inneggia in favore del vero metallo e lancia anatemi contro i truzzi, i discotecari e chi non ascolta Metal. Alla fine del live lo ritroveremo in mutande a fare la stessa cosa.

Gli Atroci

I riff martellanti di chitarra, la forza esplosiva della sezione ritmica e le coreografie consolidano il tutto.
Tra una risata e un coro, la serata è decisamente da ricordare, l’ironia de Gli Atroci unita alla loro innegabile bravura tecnica, regalano al pubblico un divertimento nel quale immergersi per un po’, chi non sa stare allo scherzo o ha un po’ di puzzetta sotto il naso probabilmente non saprebbe assolutamente apprezzarli.

Gli Atroci

Stiamo ancora tutti ridacchiando, quando inizia la preparazione del palco per gli headliner, i Lacuna Coil, e nel frattempo il piazzale si è letteralmente riempito di fan. Meticolosamente vengono provati gli effetti di luce e fumi. Alcuni schiamazzi tra il pubblico mi fanno notare gli artisti che escono dal camerino per dirigersi sul set: ancor prima che abbiano salito i pochi gradini che li separa dallo stage, i Lacuna Coil scatenano una pioggia di applausi, urla, salti, fan che mettono a dura prova la resistenza delle transenne, e io mi ritrovo grata di avere un pit stasera.

Lacuna Coil

Il fumo inizia a fluire creando una nebbia mistica, di grande impatto, che ha avvolto l’intero palco. La folla, irrequieta, aspetta con impazienza: ecco, le luci si spengono, i Lacuna Coil, nientemeno che la band più importante del Metal italiano dal 1994, fanno il loro ingresso.

Lacuna Coil

Iniziando con “Blood, Tears, Dust” , Cristina Scabbia cattura subito emozioni profonde e potenti.
Si muove spavalda, con la disinvoltura di una grande rockstar quale è, duettando col growler Andrea Ferro quasi come in una danza: il growl di Andrea è poderoso, profondo eppure intellegibile, mentre Cristina sfodera sempre ottime prestazioni specialmente sui registri più alti, con i quali è davvero molto a suo agio, come per bilanciare la maggiore irruenza vocale del suo collega. Questi due leader si divertono mentre eseguono con maestria ogni canzone.

Lacuna Coil

Nella loro scaletta troviamo brani di ogni tempo;  alcuni tratti dall’album “Comalies XX” , pubblicato il 14 ottobre 2022 da Century Media Records  per celebrare il ventennale di ” Comalies” uscito nel 2002, e che contiene appunto le nuove versioni dei brani originariamente presenti nell’ album simbolo della loro discografia. Il restyling di un lavoro  così importante non può sottrarsi all’inevitabile confronto con le versioni originali; opinioni personali e ricordi non vanno, a mio parere, banditi come metro di giudizio, ma tenuti in considerazione per scegliere liberamente quale versione di “Comalies” – la gotica o l’alternativa – risulti più affine al proprio gusto.

Lacuna Coil

L’effetto restyling si fa sentire, dai suoni più densi, il timbro vocale di Andrea più votato al growl, inediti switch vocali tra i due cantanti e un ampliamento delle parentesi soliste. I brani più recenti come “Veneficium” e ” Reckless”, tratti dal loro ultimo album “Black Anima” hanno fatto cantare tutti insieme in un coro di voci ed emozioni.

Lacuna Coil

Anche di “Entwined” viene proposta la versione XX (così si chiamano le versioni tratte dall’album rivisitato), e Cristina invita tutti ad accendere le luci del cellulare: non siamo più old school, non abbiamo più accendini ai concerti e coi quali scottarci le dita, ma tutti abbiamo una luce, mostratela!
Il buio della notte scintilla di una marea di luci, tutti sollevano alto il cellulare per i Lacuna Coil e la loro regina, è emozionante già dal mio punto di vista vedere quella luce ondeggiante e posso solo immaginare come possa essere vista dal palco: Cristina sorride compiaciuta.

Lacuna Coil

Ci delizia con la loro versione di “Enjoy The Silence”, dopo la quale viene proposto “Never Dawn”, un brano che segna un nuovo capitolo nella storia della band, scritto per il gioco da tavolo “Zombicide: White Death”, la cui uscita è prevista per la primavera 2024. Udite udite, ci saranno anche cinque miniature dei Lacuna Coil in edizione limitata.

Lacuna Coil

Il tempo passa inesorabile, e quasi senza rendercene conto arriviamo alla fine del concerto: a concludere, “Nothing Stands In Our Way”, un brano potente per melodia e contenuto che viene spesso proposto dalla band a conclusione dei loro live. Tutti, me compresa, sentiamo chiari i brividi sulla pelle nonostante la calda notte di giugno.

Lacuna Coil

Cristina spiega che questo brano ci ricorda che tutti noi, a volte, proviamo un senso di sconfitta e paura in tempi difficili e perdiamo di vista il nostro valore, la nostra vera forza, la nostra luce, ma niente deve mettersi sulla nostra strada! Poi aizza ulteriormente i fan mentre le noti possenti iniziano a fluire: Ditemelo! We fear nothing! We fear nothing!

Lacuna Coil

Al cospetto di una tale vigorosa leader nessuno si tira indietro: dalle prime alle ultime file, chi attaccato in transenna, chi alzando il braccio al cielo, we fear nothing tuona nella notte, un dogma, un inno ripetuto ai piedi di Cristina che ci insegna a non temere, nulla si può mettere sul nostro cammino, se solo lo vogliamo.

Lacuna Coil

Hai pienamente ragione Cristina, We fear nothing, io nel mio piccolo non ho avuto nessuna paura di farmi da sola chilometri su chilometri, di giorno e poi di notte, per essere sotto il tuo palco a rubarti una manciata di foto e urlare canzoni al cielo con i Lacuna Coil.
I fear nothing.

Articolo e foto di Simona Isonni

Lacuna Coil

Set list Lacuna Coil Parma 10 giugno 2023

  1. Intro
  2. Blood, Tears, Dust
  3. Reckless
  4. Trip The Darkness
  5. Apocalypse
  6. Layers Of Time
  7. Heaven’s A Lie XX
  8. Sword Of Anger
  9. Our Truth
  10. Entwined XX
  11. Now Or Never
  12. My Demons
  13. Daylight Dancer XX
  14. Veneficium
  15. Enjoy The Silence
  16. Never Dawn
  17. Aeon XX / Tight Rope XX
  18. Swamped XX
  19. Nothing Stands In Our Way

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