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Ex-Otago, Bologna

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Negrita live Montecatini

“Siamo circondati da tanta musica fatta con i numeri, con la calcolatrice, con gli algoritmi, con i social, ma se  siete qui avete già capito tutto: noi continueremo tutta la vita così”

Sono tornati anche in tour i Negrita, rientro sui palchi atteso dopo l’uscita di “Canzoni per anni spietati”, concept uscito lo scorso marzo a sette anni di distanza dal precedente album. 24 date per tutta la penisola, con il gran finale nella loro città, Arezzo, con un doppio appuntamento sold out. La band rientra in formazione completa in elettrico sui palchi dei principali teatri italiani con il “Canzoni per anni spietati tour in teatro 2025”, dopo le date primaverili nei club e la parentesi estiva in acustico, con una nuova scaletta, composta da nuovi brani oltre alle canzoni che hanno segnato la loro storia rimanendo sempre attuali anche dopo 30 anni.

Il 10 dicembre fanno tappa a Montecatini Terme, provincia di Pistoia, una delle tre città toscane toccate dalla band in questo lungo tour.

Sul palco insieme Paolo “Pau” Bruni, Enrico “Drigo” Salvi e Cesare “Mac” Petricich, ci sono Giacomo Rossetti al basso e ai cori, Guglielmo Ridolfo Gagliano alle tastiere, e Cristiano Dalla Pellegrina alla batteria (ma Rossetti e Gagliano si alterneranno ai rispettivi strumenti per un breve set).

Nessuna pretenziosità nello spettacolo, fatto di luci basse, colori cupi, da concerto rock che si rispetti; alle loro spalle un telo con un’immagine di una strada, senza logo e schermi, ma ampli Fender, doppio mic per Pau, che dimostra ancora una volta come si può essere un grande frontman senza bisogno di atteggiarsi.

E Pau esordisce subito in maniera amichevole: Ciao Montecatini ma direi Toscana, siamo stati a Grosseto e dopo andremo ad Arezzo, a casa nostra! E ci avverte che lo show sarà diviso in due parti. Siamo a teatro, e i due set sono separati dalla chiusura del sipario, qui di colore blu. Il pubblico: età media piuttosto alta, tipicamente di provincia, come si evince dall’abbigliamento davvero inusuale per un concerto rock (pellicce vere a gogo nonostante ci siano 15 gradi), gioielli vistosi, maglioncini griffati.

Ma quello che sottolinea la stranezza dell’ambientazione per un concerto del genere, è la totale assenza di security: ok, siamo a teatro e quindi tutti seduti, più o meno (e vedremo che già nella seconda metà del concerto i più giovani cominciano ad alzarsi, ballare sul posto e poi riversarsi, su richiesta di Pau, sotto palco), ma la loro totale incapacità di prestare attenzione a ciò che accade a bordo palco ha reso alcuni momenti imbarazzanti, davvero al limite del ridicolo, con fan che salgono sul bordo del palco dando le spalle ai musicisti per farsi video e selfie. Cosa mai vista in centinaia di concerti a teatro.

I Negrita però non si scompongono. I suoni sono ottimi, loro sono solidi, maturi, perfetti. Non perdono mail il controllo della qualità della loro musica riuscendo sempre a coinvolgere la sala con simpatia ed empatia, con le parole giuste e con i sorrisi. Ma soprattutto dando tutto se stessi, in modo incondizionato, nonostante la situazione non brillante e a tratti fastidiosa. Questo si chiama rispetto per la musica e per il pubblico. Dote rara e per questo impressionante. Qualcosa però alla fine deve esser risultata davvero di troppo, perché rispetto alla scaletta prevista il concerto viene scorciato di quattro pezzi. Ma come dargli torto? Insieme ai veri fa e agli estimatori della loro musica, c’era un gran rozzume fastidioso.

La scaletta, si diceva, è composta da brani dall’ultimo album e da brani storici, quelli con più tiro e anche le ballad. Drigo e Mac cambiano spesso chitarra (belle chitarre), passano anche alle acustiche, e su “Splendido” Pau lascia il microfono e il palco a Drigo. Per “In ogni atomo” Pau ironizza un po’ è una canzone d’amore che è diventata un omaggio a chi ci segue da sempre, e non ve ne avete a male, ma sembrate un reparto geriatrico! Un pezzo per ringraziarvi di tutta la passione che avete avuto per noi dagli anni Novanta ad oggi. E sembra che abbiate voglia di fare casino he, aspettate che dopo qualcosa succederà …

Tra i nuovi pezzi c’è un omaggio a Bob Dylan – “Song to Dylan”: in questo disco abbiamo fatto molto omaggio al Folk degli anni Sessanta ma parliamo anche di noi e del nostro presente. I testi sono sempre stati uno dei pezzi forti della band, e anche nell’ultimo album si riconfermano pregni di attenzione al mondo che ci circonda.

Il concerto continua ad alzarsi di energia, e alla fine del primo set, con “Mama Maè” ormai il pubblico salta e canta a squarcia gola, Rossetti finalmente esce dalle retrovie e si allinea coi chitarristi, la band è affiatatissima e non solo si sente, ma si vede chiaramente.

Ma il sipario si chiude, e si spezza l’atmosfera adrenalinica che si stava diffondendo in sala. Forse una cosa voluta per non creare troppo caos all’interno di un teatro con poltrone di velluto? Il pubblico si siede, l’energia si affievolisce, ma dopo solo cinque minuti il sipario si riapre e i Negrita tornano con “Non esistono innocenti amico mio”, e Pau dichiara ricordiamoci sempre che se l’umanità è morta, è morta a Gaza. Per introdurre “Lontani dal mondo” ci raccontano dei loro esordi, sbarbatelli sulle colline aretine, la noia, le fidanzatine

E dopo aver imbracciato le chitarre acustiche qua e là, ora ci propongono invece alcuni brani che erano stati arrangiati in acustico anni fa (il nostro report del concerto a Pistoia nel 2020 ) e ora ri-trasformati in elettrico, quindi in versione diversa dall’originale: forse non li riconoscerete, li abbiamo suonati anche da queste parti credo… Drigo ora suona con lo slide, bassista e tastierista si scambiano i ruoli, Pau  accompagna sempre il tutto con movenze fluide, il suo corpo segue ogni nota in modo sobrio ma sincronizzato.

Siamo circondati da tanta musica fatta con i numeri, con la calcolatrice, con gli algoritmi, con i social, ma se  siete qui avete già capito tutto: noi continueremo tutta la vita così! Pau presenta “La banda Negrita” e belle gioie come tutte le sere… È finita! Viva la nostra Toscana!

Le luci si accendono e sulle note di “What a Wonderful World” i Negrita … non lasciano il palco, anzi, vengono a bordo a stringere le mani a tutti, a dispensare sorrisi di ringraziamento, senza fretta, hanno tutto il tempo che ci vuole per il loro pubblico. Che concerto vero, sano, splendido. C’è da ben sperare per la musica italiana, quella che vive anche senza fare la conta di like e stream e super-produzioni.

Articolo e foto di Francesca Cecconi

Set 1

  1. Nel blu (lettera ai padroni della Terra)
  2. Radio Conga
  3. Il libro in una mano, la bomba nell’altra
  4. Noi siamo gli altri
  5. Il gioco
  6. In ogni atomo
  7. Provo a difendermi
  8. Che rumore fa la felicità?
  9. Song to Dylan
  10. Non si può fermare
  11. Cambio
  12. Mama Maè

Set 2

  1. Non esistono innocenti amico mio
  2. Bambole
  3. Lontani dal mondo
  4. Sale
  5. Malavida en Bs. As.
  6. Brucerò per te
  7. Ho imparato a sognare
  8. Magnolia
  9. Rotolando verso Sud
  10. A modo mio
  11. Gioia infinita

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