“Romance Ruins” è l’album di Concrete Noir uscito a inizio novembre per la nuova Frequens Records ed è il nuovo progetto dell’artista multimediale e sound designer Piero Fragola, già WeLove (BPitch Control) e ANGLE (Tiptop Audio Records).
Un disco letteralmente tangibile: quando un album arriva senza algoritmi
Capita a volte che i dischi ti piombino letteralmente in mano per caso. Non per algoritmi, non con qualcuno che ti linka una qualche scoperta su whatsapp, ma alla vecchia maniera: consegna del disco a mano. Pensateci un attimo: prima dell’era del digitale le band immortali, quelle che hanno attraversato le maree dei decenni, si fecero conoscere non con dei social ma con dei nastri, dei demo e con chilometri di copie pirata: gente che si passava cassettine copiate facendo viaggiare musica per province e stati, non con degli acchiappa like. Sto difendendo la pirateria? No, ma devo dire che in tempi in cui il web non c’era, alcuni gruppi indipendenti e non sono emersi grazie a questo passaparola. Un collega una volta mi fece notare questa cosa: se fai uscire un disco solo sui digitali, rischi che quell’album diventi solo un post. Il giorno dopo, è sparito.
In un bar di Bologna un ragazzo mi chiede se io voglio ascoltare un disco da lui consigliato. Conosce l’artista. Mi avrebbe portato anche il disco fisico. Sa che sono un redattore di Rock Nation, la cosa mi lusinga, e mi pone questa pulce nell’orecchio. Ci speri, speri che accada la magia. Un incidente positivo. Un bel disco che “ti accade” per strada. Ora, diverse persone potrebbero farti ascoltare tantissime cose e poche ti possono personalmente colpire; in rete c’è un universo musicale con tante micro galassie di generi e territori. Non più una cassettina pirata che presenta un mix al massimo di 90 minuti ma Gigabyte di roba.
Questo album è tra quelle cose che, arrivata la fine dell’anno, possono farlo, possono colpirti: dov’eri finora, ora che stavamo per dichiarare l’elenco dei dischi più interessanti dell’anno? Un po’ come quando l’anno scorso Peter Gabriel tirò fuori “O/I” (la nostra recensione) verso metà novembre: quando pensavamo tutti di aver preso la volpe, la caccia al disco migliore è stata riaperta. Lo so, alcuni penseranno che non bisogna fare paragoni azzardati, Peter Gabriel e altri, certo, ma parliamoci chiaro: è vero che la pubblicazione musicale è aumentata ma è migliorata anche la produzione, tecnicamente parlando, in molti casi. Ci sono tante cose belle e brutte come contenuti e arrangiamenti, probabilmente, ma di produzione qualitativamente migliore rispetto ad anni fa, parlo soprattutto del pianeta indipendente.
Questa fetta di musica sta diventando una fonte di qualità se non la salvezza della musica intera. Di questi tempi la mattina può diventare più utile un tostapane che una radio, se non fosse proprio per quelle indipendenti che trasmettono musica ricercata e non hanno sponsor con il fucile puntato contro su cosa o chi passare. Bisogna solo scavalcare il pregiudizio e iniziare seriamente a valutare che la qualità non passa per forza dalla televisione o da personaggi di spettacolo. C’è meno passaparola rispetto a un artista sotto major, ci sono meno passaggi, certo, ma qui sta a noi incuriosirci: la musica di qualità c’è, va solo scovata. A volte stando al bar. La musica deve accaderti anche per strada, come la vita. Che la componi o che la ascolti. Concrete Noir e il suo disco “Romance Ruins” è un progetto che mi è accaduto.
Dentro e fuori il progetto: l’artista e i video che estendono l’album
Mi informo sull’artista del progetto e ho altre sorprese: Piero Fragola è un competente visionario con curriculum di tutto rispetto: docente allo IED, ospite al Lucca & Comics nel 2022, ha insegnato Computer Grafica alla Scuola Nazionale di Cinema di Roma ed è designer ufficiale del brand californiano di sintetizzatori Tiptop Audio. I suoi video sono stati proiettati durante festival internazionali come il Mutek a Barcellona e il Berlin Music Video Awards. Creatore e direttore del Modular Synthesizer Exhibition Fair a Firenze, è stato il direttore artistico della mostra “We Are The Robots” sempre nella capitale toscana.
Non c’è da stupirsi che anche il suo progetto Concrete Noir abbia un vestito di altrettanto rispetto. Nove delle canzoni dell’album “Romance Ruins” saranno accompagnate da un videoclip: quelli attualmente usciti sono tutti molto stilosi, ben curati, professionali e godibilissimi, questo devo dirlo: c’è gusto, tatto, un gran bel tocco. C’è esperienza. Uno di questi, il video di “Cold and Dim” è un progetto singolare: generato in digitale e poi riversato su pellicola 35mm e 16mm con la versione 16mm sottoposta a processi di decadimento analogico. Il videoclip ha già avuto diversi riconoscimenti in ambito internazionale. Piccole opere d’arte che accompagnano questa scura opera d’arte. La parte visiva, estetica, non deve essere vista come un di più, bensì come parte integrante di questo progetto. Cercate i video, ne resterete stupiti.
Ma ora passiamo al cieco ascolto.
Il Dark Wave con tutti gli ingredienti che cerchi
Vado a casa, metto su il vinile ricevuto da Concrete Noir e rimango stupito. In realtà diverse riviste hanno iniziato già a notarlo. Questo album colpisce. Per sound, per fattura, per estetica: ha anche una bella copertina, proprio “da vinile”, godibilissima in grande formato. Fragola come scritto è molto attento a questi dettagli. E il disco? In quei solchi c’è la notte, quella notte scura, nera e viola, che dentro di te cerchi, di cui sei affamato come un vampiro che vuol essere semplicemente se stesso. Si tratta di un disco elettronico, wave, dark wave, synth pop. La prima canzone “Cold and Dim” introduce bene ciò che verrà nella track list.
Il tutto è molto ben fatto e ben prodotto. Gli amanti del genere lo ameranno molto e si inserirebbe bene nella corrente bolognese dei Nu-New Waver di cui abbiamo parlato anche nella recensione dei The Black Veils “Carnage” (articolo): il New Wave è vivo e pullula nei locali notturni della città emiliana (e non solo, certo). “Shadow in my Veins”, facendo un ascolto random, potrebbe essere il potenziale singolo ariete, il primo ascolto consigliato per avere un assaggio generale, può richiamare sia i Depeche Mode ma anche i Kraftwerk e una spolverata di Faithless – li abbiamo citati come riferimento anche nel disco “Passenger” dei Nightbus (la nostra recensione), altra novità del 2025 – e volendo fare dei collegamenti su ascolti che abbiamo recensito in questa rivista, questo album può piacere anche a chi ha apprezzato “II”, il disco di Torba uscito a gennaio di quest’anno piuttosto che “Girls Gang” dei Dina Summer del mese successivo ma sempre sul new wave andante. Se avete amato questi dischi, continuate con “Romance Ruins” che vi aprirà altre strade ancora.
Al primo ascolto la mia preferita è stata “Sirens”, riassume bene da dove vengono gli ascolti dell’artista Piero Fragola e dove ci vuole portare. Si parte dai New Order e si arriva ai tempi moderni. La maggior parte dell’album utilizza il sintetizzatore modulare ART di Tiptop Audio; la cifra stilistica resta coerente in tutto il disco, non ci sono dei brani riempitivi o preferibili come outtake: l’ascolto non diviene mai stanco. Ha la sua architettura. Tutto il disco è suonato da Fragola; solo in “Faraway Places” troviamo come ospite Viktória Šmídová alla voce. Un disco scuro, sensuale, elettronico dove arpeggiatori, oscillatori e cut off ben piazzati non mancano. Affascinante, estetico, visionario, non fatevelo scappare tra gli ascolti recenti e speriamo di vedere presto Concrete Noir dal vivo: deve essere un’esperienza multi sensoriale.
Articolo di Mirko Di Francescantonio
Track list “Romance Ruins”
- Cold and dim
- Bones
- David
- Shadow in my veins
- Keeps falling
- Rain on me
- Sirens
- Just a Name
- Dream
- Faraway Places
- Decay
Line up Concrete Noir: Piero Fragola voce, sintetizzatori, chitarre e tutti gli strumenti / Viktória Šmídová voce featuring in “Faraway Places”
Concrete Noir online:
Instagram: https://www.instagram.com/concrete_noir_official/
Youtube: https://www.youtube.com/@concrete_noir
