Dai cinque anni trascorsi tra “Give a Glimpse of What Yer Not” e “Sweep It Into Space” (la nostra recensione), i Dinosaur Jr tornano dopo un altro cinquennio con l’album “There Near”, fuori il 28 agosto per Jagjaguwar, dimostrandoci nemmeno troppo sottilmente che qualcosa da dire in fatto di Rock, ancora ce l’hanno. Inutile negarlo: siamo in attesa dell’ennesimo ritorno di una delle più grandi rock band in circolazione dell’ultimo quarantennio. Figli di quell’ambiente impostato dagli Hüsker Dü, amati e plurilodati da Bowie (famosa la loro cover di “Quicksand”), progenitori del grindcore e del grunge, precursori di quella nota band di nome Nirvana, il loro riaffacciarsi sulla scena non poteva che essere grintoso e hardcore, come ci piace. Ritorno promettente e curioso, dato anche dalla scelta del frontman di riutilizzare un Mesa Boogie MK 1 anni ’70 – storico primo amplificatore per chitarra high gain della storia musicale -, lo stesso di cui si servirono nell’opaco 1985 per registrare il primo debutto: “Dinosaur”.
Il sesto lavoro dalla storica reunion del trio di Amherst, composto da J Mascis, Lou Barlow e Murph, al quale si aggiunge qualche giro di piano e di organo di Ken Mauri, non rinuncia sicuramente ai principali segni distintivi di un genere che possiamo ormai asserire hanno dominato: un Rock duro, una texture acustica aggressiva, capace di esprimere e rivendicare il Post Punk underground statunitense – in “Dinosaur” e “You’re Living All Over Me” – riuscendo a far flirtare insieme rumore e melodia –nel terzo “Bug”, o nell’ep “Just Like Heaven”, cover dei Cure.
“Several Got Away”, già uscito in videoclip il 30 giugno, firmato Guy Kozak, apre il nuovo lp ribadendo un’esistenza votata all’Alt-Rock incapace di deludere. Il richiamo al leitmotiv dell’abbandono, all’inconciliabilità dell’outsider, condensato nei riff e l’assolo di chitarra che regala da subito l’ex componente dei Deep Wound, assieme alla sua inconfutabile modulazione vocale, si confermano il principio di un’ascesa verso tutto quello che un fan può aspettarsi, senza sapere di averlo mai desiderato, che capta già le frequenze poetiche e strumentali verso cui l’intero lavoro si dirige. Seguono “No Friends”, tagliente e diretta in un’eco di distorsioni e Garage-Rock, e “Everything At Once”, una curva sul romanticismo disilluso, nel quale feedback sottilmente empatici vengono sostenuti dal basso di Barlow, che delle undici tracce, prende in custodia vocale la quinta e l’undicesima.
Appunto il quinto brano, “Blowin’ Up”, pur calando nell’imprinting strumentale verso un ritmo più velato, sviscera un testo incredibilmente attuale, che nella coralità degli strumenti trasforma il pezzo del bassista in un inesorabile culto alla fallibilità umana: When did the faith break the faithful? The father, the son, and the death cult. Oh well, God bless you. // When are we blowin’ up, We’ve waited too long. We wanna see blood and guts, Come on. È poi con la melodica e a tratti un po’ nostalgica “Walk Me Back”, che la voce del frontman passa a supporto accessorio in un testo un po’ troppo ripetitivo, permettendo a mastodontiche distorsioni di svirgolare parnasamente verso la perfezione.
Un piacevole retrogusto di Modern Rock lo regala “Read The Room”, mentre con “Put It Down”, specchio armonico della maturissima “Said The People” (“The Farm”, 2009), viene avanzato un riaggancio al leitmotiv di “There Near”: Someone walked away. Le leggendarie schitarrate di Mascis fanno da scheletro all’indolenza di una voce a cui non potremmo chiedere altro, e che in effetti si ritira, lasciando la conclusione a quella del compagno. Con “No One’s Ready”, Barlow fa refluire l’energia Hard-Rock iniziale, senza rinunciare all’incisiva afflizione di un testo tagliente e sconsolato. È la resurrezione del Rock, che, se non se n’è andato, è comunque costretto ad assistere cinicamente al destino di un’umanità che piano piano s’allontana inesorabilmente verso la fine: No one’s ready for your war: what’s it for?
Gli undici brani dei Dinosaur Jr resistono, esistono e ribadiscono una poetica loro e di nessun altro, un marchio di fabbrica di incredibile pregio, che ha reso l’antitesi musica ed eccesso una formula d’eccezione, capace ancora di incidersi nel presente e rivendicare una presenza stabile e più che mai seducente.
Articolo di Nina Altoni
Track list “There Near”:
- Several Got Away
- No Friends
- Everything At Once
- Take Me With You
- Blowin’ Up
- Gone Off
- Clam Along
- Walk Me Back
- Read The Room
- Put It Down
- No One’s Ready
Line up Dinosaur Jr: J Mascis chitarra, voce / Lou Barlow basso, voce / Murph batteria
Dinosaur Jr online:
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