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Erik Grönwall torna con “Bad Bones”: il nuovo album tra Hard Rock, rinascita e identità artistica

Hard Rock con produzione moderna e testi che riflettono la sua rinascita personale

Fuori il 22 maggio, “Bad Bones” è il nuovo album solista di Erik Grönwall, il suo sesto e il primo con materiale originale dal precedente “Somewhere Between a Rock and a Hard Place” del 2010. Un album che segna probabilmente un punto di arrivo per il cantante svedese, una frase che può suonare inappropriata parlando di un musicista che non ha ancora raggiunto i quaranta anni di età, ma che non stride quando si parla di un cantante che dal suo debutto, con la vittoria nel 2009 della competizione televisiva Swedish Idol, ha messo insieme un curriculum di tutto rispetto.

Dotato di una voce potente e duttile che gli ha permesso di muoversi agevolmente sia nei territori pop sia in quelli del rock più energico, Erik è passato dall’Hard Rock dei H.E.A.T. al Metal dei New Horizon fino allo Sleazy Metal Rock degli americani Skid Row, nel mentre non si è fatto mancare di registrare e pubblicare cover delle più importanti band hard & heavy e non solo di sempre e recentemente partecipare al tour celebrativo e album della leggenda vivente Michael Schenker.

Un cantante che ha le capacità per cantare e che ha in effetti cantato, un po’ di tutto; ma qual è la vera anima di Erik Grönwall e riuscirà questo “Bad Bones” a farci capire qualcosa in merito? Un album di dieci canzoni improntato a un Hard Rock classico impregnato di melodia anche nei suoi momenti più ruvidi, che deve molto alla lezione British degli anni ’70 e ’80. I singoli usciti e prime tre tracce del disco – “Born To Break”, “Bad Bones” e “Praying For A Miracle” – sono un ottimo biglietto da visita, produzione pulita e moderna con la voce di Erik bella presente, intensa e potente nella seguente ballata AOR “Whos’ The Winner” e che si apre e sale, apparentemente senza limiti, in “Lost For Life”, altro brano dalle velleità radiofoniche.

Nelle parole stesse del cantante, l’intento di questo album sarebbe proprio quello di dare voce al proprio io, senza compromessi e senza sotterfugi, per mezzo di una scrittura che oltre a essere di qualità decisamente alta, ci catapulta in un turbinio di emozioni pensando alle difficoltà personali che Erik ha dovuto affrontare negli ultimi cinque anni e a quanto coraggio, volontà e sacrificio abbia dimostrato nell’aver dovuto combattere su due fronti.

“Save Me”, “Hell And Back” “Written In The Scars”, nella seconda parte dell’album ci lasciano con un brivido e il pensiero che ci eravamo sbagliati, questo album più che un punto di arrivo è un punto di partenza e di rinascita. Ci sono una band e un tour, per il momento in Svezia, che attende Erik, noi per il momento ci facciamo bastare questo ottimo “Bad Bones”.

Articolo di Andrea Bartolini

Track list “Bad Bones”

  1. Born To Break
  2. Bad Bones
  3. Praying For A Miracle
  4. Who’s The Winner
  5. Lost For Life
  6. Twisted Lullaby
  7. Save Me
  8. Hell And Back
  9. How High
  10. Written In The Scars

© Riproduzione vietata

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