Fuori il 9 gennaio sotto il marchio congiunto di Mia Cameretta Records e Fringuello Dischi, “Déjàvu” è un disco singolare e personale, un mix di leggerezza e sperimentazione che resta vivo e interessante per tutta la durata delle dodici tracce proposte. Fin dalle prime note di “Souvenir” ci s’immerge in un’atmosfera vintage, che attinge a piene mani dagli anni ‘60, si avvicina al nostro presente con riferimenti a un certo Indie anni ‘90, e si attualizza attraverso le interessanti liriche, personali e immaginifiche riflessioni figlie del nostro tempo. La vocalità rarefatta di Lorenzo Fringuello è il filo conduttore fra canzoni a cui ci affidiamo con un sorriso, vogliosi di lasciarci vivere in questo andamento sognante; come in “Nuvola”, dove il basso di Jacopo Scarpellata ci porta a spasso in questa piacevole camminata a mezz’aria.
Nella miriade di proposte ultra-prodotte da cui siamo bombardati, nell’ormai perenne bagno digitale di effettistica e over produzioni, ogni tanto fa bene al cuore ascoltare un lavoro vecchi tempi, tutto suonato, in cui ogni passaggio degli strumenti è riconoscibile e genuino, e la produzione finale riesce a rispettare l’approccio iniziale. Così “Mirò” e “Fai tu” scorrono via fra chitarre dolcemente riverberate, e una sezione ritmica che avanza sostenendo l’architettura con belle idee, senza essere mai fuori luogo o troppo invasiva. In “Deki”, canzone dall’ andamento più sostenuto, la chitarra sale in cattedra, caricandosi il grosso della composizione fino alla chiusa arpeggiata. “Franz” e una chicca di un minuto dall’anima più folkeggiante, e giustamente divide l’album a metà, come una sorta di sorbetto musicale.
La seconda parte del lavoro parte con “In aria”, una delle tracce più belle; un pezzo ispirato, arricchito da opportune sospensioni che ben si legano a titolo e testo. “Come un blues” gioca con aperture, vocalizzi e cambi armonici che tornano a prendere in prestito dai ‘60 e ’70. A questo punto, la proposta suona così compatta e coerente che si ha la sensazione di ascoltare quasi un’unica traccia divisa in parti. In “Orientati” fa bene al cuore ascoltare di nuovo gli interventi di sax di Riccardo Bussetti (già in “Nuvola”), che danno l’impronta principale al brano e lasciano il segno. “Walking the Cow (Daniel Johnston) vira sul giocoso utilizzando l’inglese, e non è così importante che la pronuncia non risulti impeccabile perché, appunto, il divertissement arriva dritto a destinazione. Si giunge “Ai nodi” finali (se mi perdonate il gioco di parole), dietro le parole di un testo ermetico ma riuscitissimo in quella contrapposizione finale fra il reiterato Allora non so e la chiusura di Ancora noi. Sugella il disco “Nei mondi”, una proposta più riflessiva e bipartita, che muove da influenze quasi beatlesiane e chiude in una riuscita coda di chitarra acustica.
Il progetto Fringuello è l’affermazione estrema di un’anima lo-fi genuina e sentita; proprio per questo aspettiamo al varco le date live a supporto di “Déjàvu” che, scevro in partenza di sovrastrutture digitali e inutili orpelli, è già pronto per essere restituito alla platea in tutta la sua forza espressiva.
Articolo di Simone Ignagni
Track list “Déjàvu”:
- Souvenir
- Nuvola
- Mirò
- Fai tu
- Deki
- Franz
- In aria
- Come un blues
- Orientati
- Walking the Cow (Daniel Johnston)
- Ai nodi
- Nei mondi
Line up Fringuello: Lorenzo Fringuello voce, chitarra acustica, piano, mellotron / Leonardo Pressi chitarra elettrica, chitarra acustica, percussioni / Jacopo Scarpettella basso / Giorgio Anelli batteria, percussioni /Francesco Corzatti chitarra in “Franz”/Riccardo Bussetti sax in “Orientati e Nuvola”
Fringuello online:
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