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Jared James Nichols – “Louder Than Fate”: la sintesi tra fiammate hard rock e forma canzone

Senza plettro e con attitudine d’altri tempi, l’artista americano modella un’opera intensa tra bottleneck e valvole

Se c’è qualcosa che suona dannatamente americano, è questo “Louder Than Fate”, uscito il 4 giugno per la Frontiers Music, ultimo lavoro del chitarrista Jared James Nichols. E lo dico nel senso più buono del termine, perché in queste dieci tracce ci trovate un cocktail esplosivo di Hard Rock sanguigno, Blues e una spruzzata di Southern Rock che non guasta mai. Amalgamate bene il tutto, buttatelo giù d’un fiato e preparatevi a sentirvi bruciare le budella.

Il disco si apre con una traccia che è tutto un programma: “Let’s Go”. E che partenza: il brano arriva addosso pieno e diretto e ti centra con tutta la sua potenza. Troppo tardi per schivarlo e, soprattutto, per evitare che il ritornello ti si sia già piantato in testa e che il tuo piede stia tenendo il tempo. Poi arriva l’assolo e, sì, lo so: immaginare che faccia tutto senza plettro ti fa capire la classe del nostro Jared. La potenza innescata dal primo brano prosegue con la successiva “Ghost”, per smorzarsi leggermente con “Way Back”, dove emerge il lato più southern, complice anche il bottleneck che striscia con maestria sulla tastiera della chitarra per tutta la durata del brano. È il momento di tirare un po’ il fiato con “Bending or Breaking”, dove la chitarra, resa quasi liquida dagli effetti di modulazione e accompagnata da una voce più intima, ci conduce verso la successiva “Killing Time”. Una ballad emozionante e ricca di atmosfera, capace di mettere in luce anche il lato più fragile di questo artista. Ma non abituatevi troppo a questa intimità, perché con “Dust ‘N Bones” si torna a far urlare le valvole dell’ampli e la voce ritrova tutta la grinta dei primi brani.

C’è sicuramente una ricerca della melodia lungo tutto il disco, che rende alcuni pezzi molto radiofonici – un esempio su tutti è “Show Me” – senza mai trascurare la potenza e lo stile di questo talentuoso chitarrista. A tratti, però, questa scelta sembra quasi imbrigliare la furia più selvaggia del suo modo di suonare. Ma, giusto per ricordarci che un puledro selvaggio difficilmente si lascia imbrigliare a lungo, ecco arrivare “Pretend”, l’ultima traccia, che ci saluta a colpi di riff e pura potenza.

Album promosso senza riserve. “Louder Than Fate” è un disco che pulsa, ringhia e sa anche emozionare quando abbassa i toni. Jared James Nichols conferma di avere una personalità ben definita e un tocco immediatamente riconoscibile. Se cercate virtuosismi fini a sé stessi, forse siete nel disco sbagliato; se invece volete riff che mordono, assoli che parlano e un Hard Rock dal cuore americano, allora allacciate le cinture e premete play.

Articolo di Daniele Bianchini

Track list “Louder Than Fate”

  1. Let’s Go
  2. Ghost
  3. Way Back
  4. Bending Or Breaking
  5. Killing Time
  6. Dust N’ Bones
  7. Show Me
  8. Looks Like That Felt Good
  9. Runnin’ Hot
  10. Pretend

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