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NMB Neal Morse Band “L.I.F.T.”

L’album fa proprie sonorità immortali e che tutti gli appassionati della musica degli anni ’70 conoscono

Neal Morse non è solo un infaticabile musicista sempre immerso completamente in uno dei suoi progetti, ma un’artista che utilizza la musica e i musicisti che suonano con lui per raggiungere sempre nuovi obbiettivi. La sua incredibile personalità non viene mai utilizzata per esaltare le sue indubbie doti di cantante e musicista, ma per trovare sempre nuovi stimoli e raggiungere nuovi vertici.

“L.I.F.T.” – fuori dal 27 febbraio su etichetta InsideOut/SONY – è un concept album che parla di ricerca e che cerca di raccontarla in diretta, accompagnando il protagonista della storia come se le canzoni fossero la colonna sonora di un reality show. Le 13 canzoni sono il taccuino emotivo del protagonista, una persona che crede nella bellezza della vita e che non vuole che le avversità e i dolori e le sofferenze mettano in discussione la sua volontà a cogliere il senso della vita e la sua bellezza. “I Still Belong” è al tempo stesso una preghiera e una confessione di intenti a cui fa seguito lo strumentale “Gravity’s Grip” che riporta i lontani tempi degli Spock’s Beard con quel tocco metallico che il drumming di Mike Portnoy aggiunge alla canzone.

“Hurt People” non nasce come una canzone di protesta ma i fatti quotidiani che ci troviamo a vivere la caricano di un significato ancor più forte: l’inconsapevolezza con cui le persone provocano dolore è il vero male del mondo, ciò che ci allontana dalla natura e dai valori che dovrebbero guidare l’umanità. È una canzone claustrofobica, con continui cambi di ritmo, la perfetta messa in musica della sofferenza e l’anticamera di “The Great Withdrawal” che è la presa di coscienza che solo attraverso la presa di coscienza si può aspirare alla risalita.

È su canzoni come queste che Neal Morse mostra come aver assimilato la grande musica del passato e come sia possibile prendere ispirazione e fare proprie sonorità immortali e che tutti gli appassionati della musica degli anni ’70 conoscono. Lo strumentale “Contemplation” in bilico tra Genesis e sonorità più moderne, la ricerca melodica di “Shame About My Shame” che non sfocia mai nel troppo mieloso grazie all’uso dell’organo Hammond e del Fender Rhodes, sono questi i momenti che ci restituiscono musica che siede su fondamenta forti e solide e che vive per essere ascoltata da chi, come i suoi autori, sa cosa vuole. “L.I.F.T.” alla fine parla di questo: di ritrovarsi e accettarsi per quello che si è e imparare a convivere con tutte le nostre sfacciature e la nostra storia, quella che ci ha portato a essere chi siamo.

Articolo di Jacopo Meille

Track list “L.I.F.T.”

  1. Beginning
  2. Fully Alive
  3. Still Belong
  4. Gravity’s Grip
  5. Hurt People
  6. The Great Withdrawal
  7. Contemplation
  8. Shame About My Shame
  9. Reaching
  10. Carry You Again
  11. Shattered Barricade
  12. Fully Alive Part 2
  13. Love All Along

Line up NMB: Neal Morse voce, tastiere e chitarra / Mike Portnoy batteria e cori / Randy George basso / Bill Hubauer organo, pianoforte, synth e cori / Eric Gillette chitarre elettriche e cori

NMB online:
Website: https://nealmorse.com

© Riproduzione vietata

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