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Stona “Ci faremo bastare i ricordi”

Sound ricercato e intenso, suddiviso tra ballad intime, riff incisivi e sperimentazioni strumentali

In un quadro politico e generazionale così complesso e pericoloso, siamo tutti alla ricerca di un posto lontano da violenze e imposizioni, oltre che da una realtà che appare sempre più disconnessa, ma non essendoci troppe alternative, vorrà dire che ci faremo bastare i ricordi. Con queste parole, il cantautore Massimo Stona – o più semplicemente Stona – ci apre le porte sulla poetica con i piedi per terra presente nel suo ultimo, interessante lavoro, “Ci faremo bastare i ricordi”, uscito il 30 maggio 2025 su etichetta Pirames.

Attivo a livello discografico da ormai più di un decennio, con “Ci faremo bastare i ricordi” Stona taglia il traguardo del terzo full length, dopo “Storia di un equilibrista” datato 2018 e “E uscimmo infine a riveder le stelle” del 2022, album questi che vedono dietro al banco di regia lo storico bassista e produttore di Francesco De Gregori, Guido Guglielminetti: questa collaborazione segna il vero punto di svolta per la carriera dell’artista piemontese, che sotto la guida esperta di Guglielminetti smussa e perfeziona la sua proposta musicale, arrivando ad ottenere diversi riconoscimenti in Festival nazionali dedicati alla canzone d’autore, senza dimenticare il successo ottenuto con i singoli “Santa Pazienza” e “Io sono Marco”.

Le undici canzoni che compongono il lavoro di cui tratta questa recensione sono invece state affidate alle mani sapienti del produttore Lorenzo Morra, che dona alle composizioni un sound ricercato, in equilibrio perfetto tra il cantautorato italiano più classico e sperimentazioni ardite che colorano le tracce di un feeling moderno e coinvolgente.

“Ci faremo bastare i ricordi” si apre con il ronzio elettronico che introduce “La resistenza”, ballad intimista guidata dallo strumming cristallino della chitarra acustica, dove l’artista confida all’ascoltatore le sue riflessioni sul cinico mondo contemporaneo e sulla necessità di rimanere ancorati ai valori e agli affetti più cari per non lasciarsi travolgere; la coda del brano è affidata al suono liquido dei synth, che dissolvono l’armonia in una nuvola elettronica di 0 e 1, prima che un pianoforte solitario chiuda la porta con grazia.

Nella successiva “Uragani”, primo singolo tratto dall’album, la scansione ritmica della strofa ricorda alcuni episodi del Motta più recente, fino all’apertura melodica del chorus che mette in guardia sul potere che le nostre decisioni possono avere sulle vite del prossimo; “Confucio” è invece caratterizzata da sonorità pop moderne, in cui il groove dettato dalla batteria sintetica detta legge, finché un bel tema del synth dalle sonorità anni ‘80 prende per mano l’ascoltatore per accompagnarlo verso il finale del pezzo. 

In “La pioggia che passa dal tetto” la voce calda e profonda di Stona racconta di come a volte i nostri stessi pensieri siano il nostro peggior nemico, facendoci sprofondare in un abisso di disperazione mentre rimuginiamo sugli errori di cui, volenti o nolenti, è costellata la nostra quotidianità; l’atmosfera si rasserena un poco grazie all’arpeggio di chitarra dello strumentale “Underdog”, prima che le sonorità R’n’B di “Puntine” trasportino l’ascoltatore all’interno di una cella buia e umida, testimone impotente delle difficoltà che affronta ogni giorno chi, per colpa o per sfortuna, può vedere il cielo solo da dietro le sbarre di un carcere.

“Le piccole cose” ci insegna a concentrarci sulle gioie quotidiane che la vita ci mette costantemente sotto al naso e che bellamente ignoriamo, distratti dalla costante insoddisfazione che caratterizza il lifestyle contemporaneo; un bel groove rock introduce invece “7 kili di sale”, pezzo che si inserisce nella scia di artisti storici del panorama alternativo italiano, Zen Circus su tutti, mentre le note di una chitarra acustica solitaria, protagonista del breve interludio “Il pittore”, dipingono con il sangue il ritratto del pentito di mafia al centro della successiva “Asparinu”, con il suono caratteristico dello scacciapensieri che crivella di colpi il finale del brano.

La chiusura dell’album è affidata alla delicata preghiera di “Altaluna”: gli accordi puntuali del pianoforte accompagnano la voce di Stona in questa ballad raffinata ed elegante, dove la speranza, dopo tante storie di dolore, finalmente filtra tra le parole del testo come i raggi della luna in mezzo alle nuvole in una gelida notte invernale.

“Ci faremo bastare i ricordi” è un lavoro maturo, ricco di spunti di riflessione sulla contemporaneità e sui piccoli e grandi drammi che ognuno di noi è quotidianamente costretto ad affrontare nel suo percorso verso la propria personale versione del Paradiso, tratteggiati con occhio attento e intrisi della ruvida poesia di un autore in stato di grazia.

Articolo di Alberto Pani

Track list “Ci faremo bastare i ricordi”

  1. La Resistenza
  2. Uragani
  3. Confucio
  4. La pioggia che passa dal tetto
  5. Underdog
  6. Puntine
  7. Le piccole cose
  8. 7 Kili di sale
  9. Il pittore
  10. Asparinu
  11. Altaluna


Stona online:
Instagram: https://www.instagram.com/massimo.stona_official

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