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AKA5HA “Rifiorirai”

Uno dei lavori più interessanti usciti in quella terra di mezzo fra il sotterraneo e il mondo leggermente illuminato dal mainstream

“Rifiorirai”, uscito il 7 novembre su TANCA Records, e prodotto insieme a IOSONOUNCANE, è il secondo album da solista di AKA5HA, al secolo Matteo Castaldini (classe 1996), musicista e produttore bolognese. Un lavoro buono, diciamolo subito, perché è un disco che conquista già dal primo ascolto per la freschezza della parola, mai retorica e mai di troppo, e per il buon mix sonoro che oscilla fra il tanca e l’elettro-pop, con innesti urban/rap.

Ciò che però non ci convince è altro, ma non di certo la fattura e il mood del disco. Quello che ci lascia perplessi è constatare che ormai abbiamo a che fare con una fetta di artisti che vivono un’esistenza sottovoce. Pudore (forse), timore (chissà), rigetto nei confronti del mondo figlio dell’esposizione mediatica (positivo) continua e reiterata. Poco importa, perché questa generazione – Gen Z, Millennial, chiamatela come volete – non ha più voglia di imporsi gridando in faccia a tutti, e al mondo intero, il proprio malessere. Questo non scava e non incide più nella realtà, esigendo così il tributo della rabbia quale forza dirompente. Prendete qualsiasi disco degli anni ’90 e fate la tara: sentirete come la rabbia emergeva quale valore portante di una generazione che non ci stava a essere messa da parte. E che voleva far sentire la propria voce.

Oggi, invece, come anche AKA5HA sussurra in canzoni poeticamente belle, con una scrittura non banale che può piacere ai vecchi dinosauri che ancora calcano – con meritato successo – le scene nazionali, si racconta un’esistenza che si muove nelle stagioni fredde, come in “Inverno ’96”, brano che apre il disco e rimanda subito, per giro di chitarra, al mondo della musica d’autore. In modo didascalico, senza stravolgere troppo l’ascoltatore, nel viaggio di chi, in modo non facile, si sente a proprio agio in questo mondo, schiacciato fra i dolori che la vita ci riserva nella sua dimensione individuale e quotidiana e gli enormi stravolgimenti della Storia – che ormai fatichiamo a comprendere –, AKA5HA ci porta da un inverno freddo alla partenza delle rondini, simbolo di quella rinascita, o rifioritura, di cui tratta questo disco

Detto questo, che in sintesi è il dramma vero di questa generazione di musicisti che non sono più attenti alla politica, desiderosi di far uscire l’alieno, o capaci di stimolare la realtà, è quello di non essere incisivi. E purtroppo dischi belli come questo “Rifiorirai” sono sussurri nel mare magnum di un mondo di suoni banali, di testi inutili e di sentimenti da supermercato. Peccato, davvero. Il lavoro di AKA5HA, se per un attimo mettiamo da parte tutto questo, è un disco che si posiziona nel solco della scena – che gli piaccia o no, ormai è così – che ruota attorno, con meritatissimo successo, a Jacopo Incani. Da Vieri Cervelli (la nostra recensione) a Daniela Pes (la nostra recensione), da Gaia Banfi (la nostra recensione) al nostro AKA5HA.

Un viaggio in un’anima turbata, non si sa bene da cosa e perché, in quell’esposizione al mondo che oggi è il vero dramma che vive ogni persona che si colloca fra i 25 e i 40 anni. “D’infanzia” si muore, o meglio, non si vive, e l’universo espanso della gioventù si contrae in una “Room 1/2” dove ci sono “Rituali” segreti, e non più riti collettivi che, in fin dei conti, come succede con ogni “Rondine”, desiderano solo andar via, ma senza una reale capacità di costruire un presente solido, e un futuro che sia migliore di quello che si vive. Altro che “Vita Spericolata”, qui, al confronto, anche la fiacca “Vita da mediano” appare un atto di ribellione. “La Locomotiva” è ben lontana dall’entrare in stazione, perché manco è partita.

Tuttavia, questo è il nostro presente, e saperlo cantare con tanto e troppo coraggio è un’arte di certo migliore di chi ci racconta di gang, spacciatori e ambienti metropolitani che, in Italia, forse esistono solo in due grandi città. Il nostro spazio-tempo, dunque, è molto più vicino a quello che canta AKA5HA, pur se è triste constatare che questa è l’epoca che i giovani si trovano a vivere. Allo stesso tempo, però, questi testi sono sorretti da una musica che è un ottimo mix fra vecchio e nuovo. Nel nostro Paese, va detto, nessun genere è davvero autoctono, ma tutto è importato. Tuttavia, c’è chi ha sempre saputo smanettare con stile, e fare proprio un mondo sonoro che arriva dall’estero. Dal beat de “I Nomadi” e “Equipe 84” al prog della “PFM” e “Banco”, fino all’indie di “Afterhours” e “C.S.I.”. In questo filone si colloca questo lavoro che dalla fucina di IOSONOUNCANE esce portando con se un’ottima proposta musicale, capace di fondere insieme mondi sonori distanti, ma che possono convivere, con una parola che qui, a differenza di Incani e Pes, è tutta significante.

Messo sulla bilancia, questo “Rifiorirai” è uno dei lavori più interessanti usciti in quella terra di mezzo fra il sotterraneo e il mondo leggermente illuminato dal mainstream. Sono i primi piccoli passi per un cantautore di nuova generazione, ma allo stesso tempo un grande passo in avanti per un mondo sotterraneo che sta provando a far sentire la propria voce. Vedremo gli sviluppi, ma gli esordi, a conti fatti, sono comunque buoni.

Articolo di Luca Cremonesi

Track list “Rifiorirai”

  1. Inverno ’96
  2. Senza
  3. Nell’aria
  4. D’infanzia
  5. Aia
  6. Magia
  7. Room ½
  8. Ivi
  9. Rituale

Line up Matteo Castaldini: scrittura e suoni

AKA5HA online:
Instagram https://www.instagram.com/aka5ha__/
YouTube https://www.youtube.com/channel/UCKkfNubhEh-VV6nRpINGQxw

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